giovedì 19 aprile 2018

Siria: la Sicilia è già in guerra ( e quindi l'Italia).

La Sicilia si trova al centro di una possibile escalation del conflitto siriano dai risvolti ancora imprevedibili, l’isola, soprattutto in queste ore di alta tensione, si trasforma in una vera piattaforma militare galleggiante a stelle e strisce. Siria, la Sicilia è già in guerra.


Di fatto la base di Sigonella nella Sicilia Orientale, da dove partono aerei da ricognizione verso la Siria, è territorio americano. Le missioni in atto sono ovviamente segrete, ma l'importanza strategica per gli americani dell'aeroporto di Sigonella e del Muos di Niscemi nel contesto siriano è indubbia.

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 Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha inviato la lettera al contrammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di Porto di Napoli, per protestare contro fatti avvenuti nelle scorse settimane, quando un sottomarino nucleare della Marina statunitense è spuntato nel Golfo partenopeo.

Ciro Lomonte, segretario del Movimento Siciliani liberi
© Foto : fornita da Ciro Lomonte
Ciro Lomonte, segretario del Movimento "Siciliani liberi"

Dopo aver preso inizialmente le distanze dall'intervento militare in Siria, il premier uscente Gentiloni ha riferito alle Camere in merito alla crisi siriana che l'Italia non è neutrale, ma è un coerente alleato degli Stati Uniti. Mentre i pareri dei partiti italiani si dividono sulla posizione dell'Italia nel conflitto siriano, un dato è certo: in una possibile escalation internazionale la Sicilia per la sua posizione strategica e per le sue basi americane si troverebbe al centro dello scacchiere. E i siciliani che cosa ne pensano? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Ciro Lomonte, segretario del Movimento "Siciliani liberi".
— La base di Sigonella e il Muos sono coinvolti nella guerra contro la Siria. Ciro Lomonte, qual è il suo punto di vista sulla vicenda e che cosa ne pensano i cittadini siciliani?
— Da un punto di vista geopolitico i siciliani sono un po'divisi, di fatto perché non sono liberi, le decisioni di Roma spesso vanno contro la Sicilia stessa. In questo momento ci troviamo in uno scenario internazionale che è profondamente evoluto, prima c'erano i due blocchi. La situazione è cambiata, ma gli Stati Uniti continuano ad usare il mondo a proprio piacimento e nel caso specifico della Sicilia si comportano come se fossero i poliziotti mondiali che hanno il compito di risolvere i conflitti locali. Ai siciliani non va bene, non ha più senso nel 2018. 
In Sicilia invece si percepisce la Russia come un baluardo della sovranità di tante nazioni che altrimenti verrebbero schiacciate da una visione di globalizzazione che massacra le identità locali. Inoltre alcune basi americane, come il MUOS ad esempio, rappresentano un pericolo per la salute dei siciliani.
— La Sicilia viene usata per scopi militari americani, di fatto è stata trascinata nella guerra siriana, una guerra che non c'entra niente con i siciliani, giusto?

Donald Trump
© AP Photo / Pablo Martinez Monsivais
— Esattamente. Oggi ho firmato un appello di vari italiani per uscire da questo sistema per cui l'Italia ospita basi militari con addirittura delle armi nucleari, che possono essere usate a piacimento dalla NATO e dagli Stati Uniti. Tutto ciò può travolgerci senza motivo in un conflitto nucleare. Il presidente della regione per le vicende che viviamo in questi giorni dovrebbe sedere nel Consiglio dei Ministri italiano e dovrebbe battere i pugni per esprimere il dissenso dei siciliani. Siamo coinvolti senza volerlo in un conflitto internazionale che potrebbe avere conseguenze tragiche. — Gentiloni ha riferito alle Camere che l'Italia non è neutrale nella vicenda siriana, ma è un alleato coerente degli Stati Uniti. A suo avviso non andrebbe rivalutata quest'alleanza spesso in contrasto con gli interessi nazionali?
— È una situazione tragicomica. Gentiloni è l'ennesimo presidente non è eletto dal popolo da quando l'Unione Europea si è imposta di far cadere Berlusconi.  L'Unione Europea ci impone di avere dei governi che ci spingano verso un asservimento alla globalizzazione e in particolare ad alcuni interessi americani.
Proprio nei confronti della Russia è stata imposta una serie di sanzioni che hanno penalizzato l'Italia. Noi non stiamo parlando di presidenti del Consiglio liberi, stiamo parlando di uomini politici che rappresentano delle volontà estranee all'Italia.

— Secondo lei i politici dedicheranno più attenzione al problema delle basi americane in Sicilia, non solo nel contesto siriano, ma anche dal punto di vista della salute dei siciliani? Qual è il suo auspicio?

— Il mio auspicio è che le basi vengano smantellate. Non è più tollerabile che in Sicilia, ma anche in altre regioni italiane, si corrano questi pericoli. Ho partecipato qualche giorno fa ad un convegno in cui si è parlato di una mappa disegnata 750 anni fa, trovata in un monastero tedesco, la mappa di Ebstorf, che rappresentava il mondo allora conosciuto. All'epoca c'era Federico II, in quella mappa la Sicilia era rappresentata come il cuore del mondo, aveva un ruolo di protagonista dentro l'Europa, l'Africa e l'Asia.

 La mappa della Sicilia

In questo momento la Sicilia( e quindi  l'Italia) è diventata lo zerbino delle potenze internazionali. Il mio auspicio non è solo che vengano smantellate le basi, ma che i siciliani, popolo con una grande identità, possano ritornare ad essere protagonisti della propria storia con la loro ospitalità e la loro capacità di dialogare con i popoli di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di recuperare la sovranità, non vogliamo essere asserviti agli interessi di multinazionali e agli interessi internazionali.

Tatiana Santi 

Fonte 



Aurora Space Station, il primo hotel di lusso nello spazio

Una società americana annuncia un hotel di lusso nello spazio, la navetta della Virgin Galactic ha completato il test di volo suborbitale; al via anche la rilevazione di gas su Marte. I sogni degli scrittori diventano realtà.

 Il turismo spaziale sembra diventare sempre più realtà. Se nel passato c’erano scrittori e sognatori che immaginavano la conquista dello spazio, oggi i viaggi spaziali si possono toccare con mano. A partire dalla comunicazione della Orion Span, società di Houston (Texas), che ha annunciato il primo hotel di lusso in orbita a 200 miglia (circa 370 Km) sopra la superficie terrestre. O ancora la Virgin Galactic, che proprio nei giorni scorsi ha visto completare il primo volo di prova suborbitale della SpaceShipTho VSS Unity, partita dal deserto del Mojave – in California – e arrivata a un’altezza di circa 25 mila metri. Oltre al turismo, continuano anche i programmi di ricerca. Il satellite della missione europea Exomars si trova ora a circa 400 chilometri sopra il pianeta rosso in attesa di dare il via alle operazioni scientifiche alla ricerca di gas per scoprire se Marte è ancora attivo dal punto di vista biologico e geologico.

 

Un hotel nello spazio

“Siamo orgogliosi di annunciare che Aurora Station sarà lanciata verso la fine del 2021 come il primo hotel di lusso nello spazio al mondo”. Ad annunciarlo in una comunicazione è Frank Bunger, CEO e fondatore di Orion Span. Aurora Space Station sarà in orbita a 200 miglia sopra la superficie terrestre e a partire dal 2022 sarà in grado di ospitare – come specifica l’ANSA – due membri dell’equipaggio e quattro turisti, che riceveranno le nozioni base sul volo spaziale. Tutte le informazioni sono spiegate nel dettaglio direttamente sul sito della società: il viaggio durerà dodici giorni, con un costo che parte dai 9,5 milioni di dollari (incluso il prezzo di lancio per arrivare alla stazione Aurora). È già possibile mettersi in lista d’attesa con depositi pari a ottanta mila dollari. La società promette lussuose suite private per due, finestre da cui ci si potrà immergere in paesaggi mozzafiato come l’aurora boreale e l’esperienza unica di far crescere il cibo nello spazio o di sperimentare con il ponte a ologrammi la realtà virtuale aumentata. Insomma, si preannuncia un’esperienza da brivido in quella che sembra sarà una vera e propria piccola comunità.

Primo volo di prova suborbitale per la SpaceShipTwo VSS Unity

Pochi giorni fa la navetta SpaceShipTwo VSS Unity della Virgin Galactic, l’azienda del noto imprenditore britannico Richard Branson, ha completato il volo di prova suborbitale dopo il tragico incidente del 2014. Come si spiega sul sito dell’Agenzia Spaziale Italiana, dove è anche disponibile un video del test, a bordo del WhiteKnightTwo VMS Eve, la navetta ha raggiunto i 14.000 metri di quota, per poi staccarsi dal velivolo e effettuare il suo volo supersonico, arrivando a una quota complessiva di 25.000 metri prima di ritornare a terra. Grazie ad ali simili a quelle di un aereo comune, la Unity ha raggiunto in modo dolce e sicuro il suolo terrestre. La sperimentazione dei voli suborbitali da parte della Virgin vede protagonista anche l’Italia. Infatti, grazie a un accordo siglato tra l’azienda, ALTEC S.p.A. – società partecipata da ASI – e Thales Alenia Space, è prevista la costruzione di uno spazioporto sul suolo italiano.   La strada, insomma, è quella di portare nello spazio i turisti che hanno voglia di sperimentare una nuova esperienza.
 

Un orbiter per rilevare tracce di attività biologiche e geologiche su Marte

Al di là del concetto di turismo nello spazio, in un ampio programma di ricerca prosegue la missione europea Exomars, in cui partecipa anche l’Agenzia Spaziale Italiana. La missione è volta a cercare le tracce di vita su Marte, esplorandone l’ambiente e le caratteristiche geochimiche. In questo contesto, il Trace Gas Orbiter ha raggiunto la sua orbita di posizionamento e ora si trova, come spiega l’Agenzia Spaziale Italiana, a circa 400 Km sopra il Pianeta rosso. A spiegare è la stessa European Space Agency, direttamente sul suo sito: “Questo è un importante traguardo per il nostro programma ExoMars e un risultato fantastico per l’Europa”, afferma Pia Mitschdoerfer, responsabile della missione di Trace Gas Orbiter. “Inizieremo la nostra missione scientifica in appena un paio di settimane e siamo estremamente entusiasti di ciò che le prime misurazioni riveleranno”, dichiara Håkan Svedhem, scienziato del progetto dell’orbiter. Il compito dell’orbiter è in sostanza quello di rilevare i gas presenti anche a concentrazioni molto basse e che potrebbero costituire tracce di attività geologica o biologica. In questo modo si potrà capire se Marte oggi è ancora attivo appunto dal punto di vista biologico o geologico.

 

Tra narrazione e realtà

Insomma, l’esplorazione dello spazio oramai è una realtà, senza dimenticare il fatto che la ricerca e lo sviluppo tecnologico in àmbito spaziale costituisce un’importante occasione di crescita e di opportunità economica. I sogni di scrittori e artisti che hanno immaginato la conquista dello spazio hanno allora anticipato con la loro creatività quello che sarebbe accaduto solo successivamente.  Solo per citare qualche esempio, nel XIX secolo il francese Jules Verne non solo si è immaginato viaggi spaziali ma ha perfino anticipato metodi simili a quelli usati più di un secolo dopo. Un altro scrittore dell’800, l’inglese H.G. Wells ha immaginato i viaggi spaziali nel racconto ‘The First Men in the Moon’.  E se questi viaggi spaziali sono ormai realtà, il turismo nello spazio aprirà presto nuove e importanti strade.

Sara Riboldi

Fonte

La prima impronta su Marte potrebbe essere di una donna

Lo ha detto Allison McIntyre, della Nasa

 

Potrebbe essere 'rosa' la conquista di Marte (fonte: NASA/Paul DiMare) © Ansa

 Potrebbe essere 'rosa' la conquista di Marte: la prima persona a camminare sul pianeta rosso dovrebbe essere una donna, dal momento che finora tutti gli astronauti che hanno esplorato la Luna sono stati uomini. Lo ha detto Allison McIntyre, ingegnere della Nasa che lavora al centro di addestramento degli astronauti americani presso il Johnson Space Center a Houston, in una intervista alla radio della Bbc.

Allison McIntyre lavora da 30 anni con l'agenzia spaziale americana e ha visto enormi cambiamenti in questo periodo: "Il mio direttore è una donna, il mio ex capo divisione è una donna, abbiamo donne astronauta, ma non abbiamo ancora nessuna che abbia messo piede sulla Luna, per questo penso che la prima persona su Marte dovrebbe essere una donna".

Oltre a McIntyre, la Bbc ha intervistato anche altre donne che lavorano alla Nasa e che sono in prima linea nella corsa allo spazio del 21/o secolo. Fra queste anche l'astronauta Karen Nyberg  che ha trascorso più di sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. "Quando sono stata selezionata come astronauta, nel 2000 - ha detto - ho pensato che potesse essere una possibilità realistica per una donna andare sulla Luna, quindi è un peccato che ancora non sia successo". Tuttavia l'astronauta è convinta che prima o poi succederà, anche perché il presidente Donald Trump ha annunciato di voler riportare gli astronauti americani sul nostro satellite naturale. Per quanto riguarda Marte, invece, Nyberg ha detto alla Bbc che lei in ogni caso non ci andrebbe perché ha un figlio di 8 anni.

Fra le altre 'donne spaziali' incontrate dalla Bbc vi è anche Kavya Manyapu, ingegnere che sogna di diventare astronauta e che sta collaborando allo sviluppo del veicolo spaziale Starliner, destinato a trasportare gli astronauti sulla Stazione Spaziale, che la Boeing sta costruendo per la Nasa. Per Manyapu "se fosse una donna a fare i primi passi su Marte sarebbe fantastico e stimolante" e non le dispiacerebbe proporsi "volontaria" per questa 'passeggiata'.

 

Fonte 

Minaccia invisibile, asteroide gigante ha sfiorato la Terra ma nessuno si è accorto del pericolo

Il sistema di vigilanza Neo non è in grado di rilevare i corpi di tipo carbonico

 

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Un asteroide grande quanto un campo da calcio sfiora il pianeta Terra e le agenzie che avrebbero dovuto vigilare scoprono del suo passaggio soltanto a posteriori. Non è certo una notizia rassicurante quella apparsa sui media specializzati, e confermata poi dal servizio Near-Earth Object (NEO) della Nasa, ma la verità dei fatti è che il mondo è come una palla su un tavolo da biliardo di dimensioni cosmiche. E nessuno, allo stato attuale, sembra in grado di far qualcosa per evitare un potenziale impatto. Stando a quanto dichiarato da Paul Chodas, a capo del centro Nasa che si occupa degli oggetti in avvicinamento, eventi del genere non sono poi così rari. Accade almeno un paio di volte l’anno e di tanto in tanto ci si accorge di loro quando attivare delle misure difensive sarebbe impossibile...

Più grande dell'asteroide esploso su Chelyabisnk

L’asteroide osservato si chiama GE3 e, stando alle informazioni riportate sulle pagine del sito LiveScience, è transitato a una distanza di poco superiore ai 192 mila chilometri dalla Terra. Gli scienziati, che sottolineano si tratti di una distanza esigua, che dovrebbe far scattare dei campanelli d’allarme - è passato infatti alla metà della distanza che c'è tra la Terra e la Luna -, sostengono fosse molto più grande di quello esploso sopra Chelyabisnk, in Russia, nel 2013. Il Catalina Sky Survey, il sistema automatico di rilevamento di oggetti celesti in avvicinamento ha fatto però cilecca, alla faccia dei tanti finanziamenti governativi ricevuti, pari a milioni di dollari.Da LiveScience hanno cercato però di spiegare il perché di questa ennesima clamorosa svista. Nonostante le dimensioni ragguardevoli, si legge sul sito, “asteroidi come il GE3 sono praticamente invisibili ai telescopi ottici perché di tipo carbonico, e quindi neri”. L’elevata velocità di transito ha poi dato il colpo di grazie al sistema. “L'unico modo per localizzarli in tempo sarebbe avere una rete molto più fitta di telescopi, ma la Nasa non ha alcun programma di questo tipo”. Gestito dall'Ufficio di Coordinamento della Difesa Planetaria dell'agenzia, il programma utilizza una vasta rete di telescopi per scansionare i cieli. Questi strumenti, tuttavia, sono ottimizzati per la ricerca di asteroidi molto più grandi, che avrebbero un impatto catastrofico in vaste regioni della Terra. La Nasa ha catalogato il 90 per cento degli asteroidi più larghi di 140 metri che arriveranno a circa 4,65 milioni di miglia (7,48 milioni di km) dalla Terra, o circa 20 volte la distanza che separa la Terra alla Luna.

Civili alla conquista dello spazio

È il tema del 2° Congresso Nazionale di Space Renaissance Italia

 Risultati immagini per turismo spaziale

 

I civili alla conquista dello spazio grazie alle officine orbitali: sarà questo il tema del Secondo Congresso Nazionale di Space Renaissance Italia, associazione che promuove l'espansione della civiltà nello spazio, in programma il 18 e 19 maggio a Bologna, nella sede dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Tutti gli interventi in programma, infatti, gireranno attorno allo sviluppo industriale dell'orbita terrestre, che oggi è una prospettiva molto più vicina sia dal punto di vista tecnologico che economico.

Il concetto delle officine orbitali è stato introdotto per la prima volta da Rodolfo Monti, dell'Università Federico II di Napoli, nel suo intervento al primo congresso del 2014, come il primo passo logico di un processo sociale di espansione civile nello spazio. Ci sono già molte attività industriali il cui ritorno di investimento è sicuro e vicino e che sarebbe meglio sviluppare al più presto: ad esempio la pulizia dell'orbita, per eliminare il pericolo crescente dei detriti spaziali e per riutilizzare l'enorme ricchezza costituita dai materiali.

Questa prospettiva necessita di un sistema di diritto spaziale, di cui l'Outer Space Treaty del 1967 ed il Diritto Marittimo Internazionale possono costituire le fondamenta. Inoltre gli organizzatori auspicano anche un cambiamento di prospettiva: "Dobbiamo comprendere che siamo immersi in un'ecologia cosmica, e non solo planetaria; occuparci quindi del clima spaziale, dell'interfaccia tra la Terra ed il cosmo, di proteggere la vita dalle radiazioni cosmiche, pensare ad insediamenti spaziali dotati di gravità pari a quella terrestre, sviluppare ecosistemi artificiali, ecc."

Fonte 

Astronomia: “buco” sul Sole proietta particelle cariche verso la Terra, tempesta geomagnetica e aurore in arrivo

Un buco coronale è stato osservato sul Sole, sta generando vento solare: è possibile che si registri una tempesta geomagnetica.
 
buco coronale
Un buco coronale è stato osservato nelle scorse ore sul Sole, e sta generando un’ondata di vento solare diretta proprio verso la Terra. In alto l’immagine UV catturata dal Solar Dynamics Observatory della NASA.
Quando le particelle cariche raggiungeranno il nostro pianeta (tra il 19 e il 20 aprile) è possibile che si registri una tempesta geomagnetica classe G-1 e aurore polari.
Un buco coronale è un’area nell’atmosfera del Sole dove il campo magnetico arretra e consente ai gas di sfuggire: si tratta di un vero e proprio “squarcio” che appare sulla superficie della nostra stella in media una o due volte al mese. Si tratta di un’area dove la corona del Sole è più scura, più fredda delle aree circostanti e le particelle lasciano la superficie solare a grande velocità, ma non è ancora chiaro perché accada. La forma può variare notevolmente e, in presenza di determinate condizioni, i venti ad alta velocità possono causare tempeste geomagnetiche ed aurore boreali sulla Terra.

Filomena Fotia
 

Astronomia - Misterioso segnale catturato da 4 telescopi di ultima generazione: potrebbe rivelare i segreti della materia oscura

E’ pronta ad entrare in azione la task force internazionale che mira a svelare i segreti della materia oscura di cui e’ composto il 95% della massa dell’Universo.  

 


A guidarla e’ Nico Cappelluti, astrofisico italiano all’Universita’ di Miami, che sulla rivista The Astrophysical Journal ha appena pubblicato la scoperta di un misterioso segnale, catturato da ben quattro telescopi a raggi X, che potrebbe rappresentare la ‘chiave’ per risolvere l’enigma che da decenni assilla fisici e astronomi di tutto il mondo. Lo studio, che aveva gia’ suscitato grande clamore quando era uscito in anteprima sul sito ArXiv, descrive uno strano segnale (un eccesso di raggi X) rilevato da quattro telescopi spaziali puntati verso zone diverse del cielo: Chandra e Nustar della Nasa, Xmm-Newton dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e Suzaku della Agenzia spaziale giapponese (Jaxa).
 
L’origine di questa misteriosa emissione e’ ancora ignota, ma secondo l’interpretazione dei ricercatori potrebbe essere il decadimento di una particella di materia oscura, il cosiddetto neutrino sterile, che si trasforma in una particella di luce (fotone) e un neutrino normale. “Ovviamente abbiamo un approccio laico al problema e cerchiamo anche altre spiegazioni senza pregiudizi“, dice Cappelluti all’ANSA. “Certo che se fosse effettivamente materia oscura, l’impatto sarebbe fortissimo. Ed e’ per questo che stiamo lavorando con una ventina di ricercatori da Stati Uniti, Olanda ed Italia per riuscire a capire di piu’ di questo segnale, sfruttando l’enorme quantita’ di dati negli archivi di Nasa ed Esa“. La prima riunione della task force e’ prevista per il prossimo autunno a Miami, e ovviamente le attese non mancano. “Personalmente penso che anche un risultato negativo sarebbe un grandissimo successo – sottolinea Cappelluti – perche’ in quel caso avremmo comunque capito cosa ‘non e” la materia oscura“.

 
 Peppe Caridi


I GRIGI DELLE FAER OER: CRONACHE DI ANTICHI CONTATTI E MISTERIOSI POPOLI NEL MARE DEL NORD

Un popolo di piccoli esseri dotati di incredibili poteri. E gli Asi, dei alti e biondi che solcavano il cielo a bordo di navi luminose.
Il freddo silenzio del Mare del Nord viene rotto solamente dal frangersi delle onde sui fiordi e dal continuo lamento del vento. Simile ad una sentinella di pietra, a nord dell’isola di Eysturoy, svetta imponente il monte Slaettarantindur, le cui asperità si confondono tra le nuvole basse, rischiarate appena dal sole di mezzanotte.

Le Faer Oer, isole "fatate" situate tra l’Islanda e le isole scozzesi Shetland, ai confini del circolo polare artico, sembrano perennemente avvolte dalle nebbie del nord. Forse proprio per contrastare il grigio della bruma, le case dei pescatori sono tinte in colori vivaci, spesso con accostamenti estremi. Arcipelago composto da 22 isolotti, le Faer Oer sono caratterizzate da un paesaggio incontaminato, la cui natura ostica e selvaggia non impedì ai Vichinghi di colonizzarla, nel IX secolo d.C. Non a caso oggi la capitale dell’arcipelago è la città di "Thorshavn", la quale prende il nome dal dio norvegese Thor. La cultura vichinga è ancora forte nelle Faer Oer, anche per la morfologia del luogo e del suo clima. A tratti sembra che dagli impervi promontori rocciosi, dalle fredde acque scure dei fiordi o dall’onnipresente nebbia, possano sbucare creature fatate o appartenenti ad un altro mondo.

IL POPOLO DEI GRIGI

Le leggende delle Faer Oer sono piene di riferimenti a esseri fatati, soprattutto gnomi e folletti. In queste isole ogni scoglio, rupe o isolotto ha una sua storia. Fino alla metà del XIX secolo, quando vennero poste le basi di una letteratura nazionale attraverso l’elaborazione di una lingua scritta, prevalse la tradizione orale, ricchissima di favole e racconti epici. Ne sono protagonisti esseri strettamente collegati alla mitologia nordica, come gnomi, folletti (hulduman) e il "popolo dei Grigi", incarnazione degli elementi potenti ed ostili della natura. I "Grigi" abitano sottoterra, spesso occupano le caverne e non sanno nuotare. Gli "gnomi", benché dispettosi, sono spesso considerati molto saggi dai pescatori del luogo, nonché portatori di fortuna. Una di queste leggende, legata all’isolotto di Koltur, sull’isola di Streymoy, narra dello scontro tra un membro del popolo dei Grigi e uno Gnomo, il quale aveva consentito ad un isolano di pescare in poco tempo un’incredibile quantità di pesce, tale da sfamare tutto il villaggio. Lo gnomo riuscì a far cadere in acqua lo "spirito Grigio", ma questi si vendicò, trasformando in uno scoglio la barca ed il pesce pescato.
DA KOLTUR A... DULCE

Solo leggende? In effetti i racconti e le descrizioni del "popolo dei Grigi" hanno diversi elementi in comune con quanto sappiamo della razza aliena nota, appunto, come "Grigi". Di piccola statura, appaiono e scompaiono come d’incanto e difficilmente si troverebbero a loro agio nel mare aperto, data la loro fisiologia, almeno stando alle descrizioni testimoniali dei protagonisti di IR3 ed IR4, proprio come accade nella dinamica di attacco del Grigio al malcapitato pescatore. Secondo il giornale russo Ternopil Vechiriniy, un documento del KGB di 250 pagine comproverebbe l’apparizione di un UFO in Siberia, nel Febbraio 1988, nei pressi di unità militari in esercitazione. Un missile terra-aria russo abbatté il disco, da cui fuoriuscirono cinque alieni di tipo Grigio. Questi, vedendo le truppe sovietiche avvicinarsi, si fusero assieme in un oggetto sferico che, esplodendo in un lampo bianco accecante, pietrificò letteralmente 23 dei 25 soldati presenti, alterandone la struttura molecolare in qualcosa di prossimo al calcare! Fu con un sistema simile che l’uomo Grigio di Koltur trasformò la barca ed i pesci in uno scoglio? Questi "exploit" da parte dei Grigi sarebbero avvenuti altrove ed in altra epoca. Si parla da tempo di un incidente avvenuto nella base militare americana di Dulce, nel New Mexico, fra umani ed alieni. Il dottor Michael Wolf ha dichiarato di essere certo che tale "contrattempo" sia realmente avvenuto. Militari troppo nervosi avrebbero aperto il fuoco su alcuni Grigi e gli alieni di Zeta Reticuli si sarebbero difesi tramite emissioni di energia psichica, staccando di netto, o facendole esplodere, le teste dei soldati, come nei film "Fury" o "Scanners". Al di là della loro gracile struttura fisica i Grigi sarebbero dunque in grado di difendersi e, messi alle stretti, di annientare il nemico. Sotto questa luce, la leggenda tramandata nelle Faer Oer assume maggiore credibilità. Incuriosisce che la narrazione parli di uno Gnomo quale avversario del Grigio, anch’esso dotato di poteri "magici". Forse si trattava di un diverso tipo di alieno? Di sicuro, un tempo l’apparizione di questi esseri non-umani era comune: se di bassa statura e morfologia inusuale venivano identificati come gnomi, Troll e Leprechaun, e se alti e di aspetto umanoide come dei e titani. Non a caso, le leggende nordiche dipingono la razza divina degli Asi come alti, biondi e con gli occhi azzurri, nonché progenitori in linea diretta di tutte le popolazioni nord europee. Ma chi erano questi Asi adorati dai Vichinghi?
TRADIZIONE NORDICA

Il retaggio culturale nord-europeo affonda le sue più profonde radici in un credo ancestrale, quello degli Asi, o dei, chiamato Asatrù. Un tipo di religione così fortemente radicata, specialmente nei luoghi di origine come Svezia e Norvegia, che solo alla fine del 1800 venne distrutta in un rogo l’ultima, tenace cattedrale in legno eretta ad Uppsala, in Svezia, in onore di Odinn, Thor e Freyr. Il credo Asatrù, di recente tornato in auge tramite la "New Age", è stato spesso tacciato di collegamenti con l’esoterismo nazista. Ma in verità con il nazismo in senso stretto Asatrù aveva poco a che fare, essendo anzi più vicino alla concezione celtica di rapporto armonico tra uomo e forze naturali. Per i Vichinghi, gli dei vivevano in una città celeste, al di là delle nubi, chiamata Asgard, raggiungibile solo tramite Bifrost, il tremulo ponte dell’arcobaleno (probabilmente un teletrasporto). Si diceva inoltre che il padre degli dei, Odino, risiedesse in un luogo chiamato "Hlidskiaf", ossia "Alto Seggio", da cui egli teneva d’occhio tutto l’Universo. Si trattava forse di una stazione orbitante dotata di migliaia di computer, monitoranti la vita sul pianeta, una sorta di torre di controllo?
Alcuni dei, come Thor, padrone del tuono, possedevano potenti carri capaci di volare nel cielo. Thor veniva chiamato spesso a difendere gli Asi dai temibili giganti dei ghiacci (nati forse da mutazioni genetiche) e sembra che quando attraversava le nubi col suo carro, il cielo rimbombasse e l’aria venisse percorsa da lampi. È noto oggi che quando un UFO accelera, il suo spettro di luce varia in modo direttamente proporzionale alla velocità acquisita. Erano questi i lampi del dio del tuono?
Freyr invece, a differenza del bellicoso Thor, era il dio della bellezza, della gioventù, dell’abbondanza e della forza fecondante della natura e aveva un mezzo di trasporto davvero eccezionale. Da alcuni nani della luce gli venne donato "Gullinbursti", un "Cinghiale dalle setole d’oro", che "corre notte e giorno per le vie del cielo e della Terra e sulle onde del mare, meglio di ogni altro corsiero... ovunque andrà, nella notte più fonda o nei mondi di tenebra, potrà sempre vedere innanzi a sé e si lascerà alle spalle una scia luminosa, poiché le sue setole d’oro irradieranno luce risplendendo nel buio". Più che un animale va ipotizzato (anche per via della sua struttura dorata) che si trattasse di un oggetto di metallo, magari di una foggia così insolita da ricordare un cinghiale. E poteva volare ovunque, irradiava luce e lasciava una scia luminosa dietro di sè, così come spesso fanno certi UFO... la fantasia dei popoli cambia, insieme alle descrizioni, ma il tipo di oggetti probabilmente è lo stesso. Anche l’usanza vichinga di cremare le salme dei capi deceduti in battaglia su una nave in fiamme riprende il mito di Balder, il dio della luce norreno che, ucciso con un inganno da Loky, viene portato nel regno di Hel, la dea della morte, in una "Nave brillante di fiamma", stranamente accompagnato nel suo ultimo viaggio da uno "Gnomo".
Forse era il Grigio incaricato di pilotare il mezzo? Dunque, cosa ci dicono le saghe nordiche tramandateci da storici come Snorri Stuerlson? Miti e leggende riguardanti dei e folletti, o resoconti incredibili ma realmente accaduti sulla presenza di alieni sulla Terra?
Non ci resta che meditare sulle parole del "Carme di Siordrifa", cercando di comprenderne l’autentico significato:
"Allora la testa di Mimir pronunciò la prima parola, disse le rune possenti. Disse che erano incise sullo scudo posto a schermo del Sole splendente, sull’orecchio di Arvak, sullo zoccolo di Alsvid, sulla ruota che gira, sotto il carro di Thor, sui denti di Sleipnir, sulle corregge della slitta, sugli artigli dell’orso, sulla lingua di Bragi, sulle grinfie del lupo, sul becco dell’aquila; sulle ali insanguinate, a capo del ponte, sulla mano della levatrice, sull’orma di chi giunge in aiuto, sul vetro, sull’oro, sugli amuleti degli uomini, sul vino, sulla birra, sulle sedi della gioia, sulla punta di Grungnir, sul pettorale di Grani, sull’unghia della norna, sul becco della civetta.
Tutte le rune così intagliate furono levigate, intinte nell’idromele sacro, inviate per ampi cammini.
Sono fra gli Asi, sono fra gli elfi; alcune fra i Vani sapienti... altre le possiedono gli uomini".

 Pablo Ayo
 
Fonte 

Best Alien Documentary UFO Sightings Alien History Channel Documentary


National Geographic - Aliens Underground The Dulce Wars - Documentary 2017


National Geographic - Discovery Alien and UFO Encounters Full - Documentary 2017




Paul Villa ET Contact From The Constellation Of Coma Berenecis in 1953








Encounter at the Experimental Forest in Los Angeles County



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Astronomers Delivering the Lunar Truth. UFO’s and Alien Structures


Antonio Urzi - 17.04.2018 - ASTRONAVE METALLICA ORO - Cinisello Balsamo






Commento di Oliviero Mannucci: Antonio Urzi, è quello skywatcher che riprende con le sue telecamere oggetti volanti non identificati di vario tipo. Le sue immagini spesso sono molto chiare, e non sfocate o sgranate come spesso dicono gli scettici per denigrare l'argomento UFO. Ma proprio perchè sono molto chiare, e non danno adito a dubbi, altri scettici hanno provato a dire che riprende bottoni.  Il fatto è che se prima di parlare, gli scettici si documentassero un minimo, scoprirebbero che Antonio Urzi ha fatto riprendere questi oggetti anche ad altre persone cheerano con lui e anche ad una troupe di TG3 Lombardia in passato. Quindi gli scettici possono anche mettersi l'anima in pace. Quello che Antonio Urzi riprende è reale. Il problema sapete qual'è? Che se vuoi svegliare uno che dorme lo svegli. Se vuoi svegliare uno che fa finta di dormire no. Quanto uno vuole fare come gli struzzi, non c'è molto da fare. Chi non vuole vedere, anche se si trova di fronte all'evidenza si copre gli occhi per non vedere, ed è così che si rimane ignoranti tutta la vita.