sabato 16 dicembre 2017

HAARP e MUOS producono Anestesia Elettromagnetica

Lo sapevate che, da quando è stato creato l’HAARP, l’umanità è sotto ipnosi? Lo sapevate che l’HAARP produce nel nostro cervello, quella che viene chiamata“Anestesia Elettromagnetica”? E la stragrande maggioranza delle persone non ne sa assolutamente niente.
 
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E’ un fatto che porzioni o segmenti del cervello dell’essere umano, in particolare l’emisfero destro, l’ipotalamo e i lobi prefrontali, sono letteralmente anestetizzati o manipolati dalle onde a frequenza estremamente bassa (ELF), da tecnologie a radiofrequenza come HAARP e da vari agenti chimici, come i vaccini, il fluoro e le scie chimiche
HAARP è un’arma segreta che utilizza la tecnologia elettromagnetica a radiofrequenza, che non serve solo a provocare tempeste, uragani e terremoti, ma modifica anche le nostre onde cerebrali.
Fondamentalmente, è un sistema che modula la frequenza delle onde cerebrali di ogni individuo, conducendolo in uno stato di ipnosi in cui è possibile ricevere, da parte dell’essere umano, ordini diretti al cervello.
 
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 Il MUOS di Niscemi, Sicilia – ITALIA
A tal fine, le antenne dell’HAARP, e quelle del MUOS di Niscemi in Sicilia, emettono onde con una frequenza estremamente bassa (onde ELF), che vanno da 1 a 20 Hz (fuori dal campo della percezione umana uditiva) e che, come Tesla aveva teorizzato, rimbalzano sulla ionosfera e tornando di nuovo a terra, producono cambiamenti climatici significativi o eventi sismici.
L’HAARP è una tecnologia ultra-secret sviluppata, un secolo fa, da Nikola Tesla, poi rubata e successivamente, segretamente sviluppata da una società scientifica segreta in tutto il mondo, fin dai primi anni ’60.
Michael Persinger
In origine, questa tecnologia era parte del progetto di Tesla che aveva come obbiettivo la produzione e condivisione di energia libera in tutto il mondo, ma fu rubata dal governo d’élite segreto sionista, oltre che per mantenere l’umanità schiava del petrolio, sopratutto per utilizzarla come arma climatica e per il controllo mentale.
La sua applicazione, come arma di controllo mentale, è legata alle ricerche fatte da psicologi e neuroscienziati psicobiologi, come quella dello psicologo e neuroscienziato Michael Persinger, che ha studiato gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul cervello per il Pentagono, la Marina e la NASA.
Persinger ha perfezionato il metodo per sperimentare le esperienze soggettive, attraverso l’uso di caschi da motociclista connessi alla realtà virtuale, inviando onde elettromagnetiche verso la fronte del cervello umano.
Ha studiato il metodo per “l’accesso diretto al cervello per induzione elettromagnetica attraverso algoritmi fondamentali; …un processo legato alla temperatura del cervello per permettere l’adattamento verso tutti i cervelli umani normali colpiti da una frequenza sub-armonica la cui variazione, a partire da 10 Hz, sarebbe solo di 0,1 Hz”. Questa piccola variazione permetterebbe la selezione delle menti tra individui diversi e colpire un cervello in particolare tra milioni.
Se questo non fosse abbastanza, l’esperimento va oltre: la coscienza di un individuo, la sua memoria e la consapevolezza di sé, possono essere modificate dalle onde elettromagnetiche, in particolare la personalità, che può essere completamente rimodellata, in quanto, ogni stato mentale può essere generato artificialmente da una fonte esterna.
 
 
 
 
 
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Ciò che viene fatto con l’Haarp, e con il MUOS, è la produzione di inserti olografici utilizzati per millenni dagli invasori alieni e dagli Illuminati; messaggi che tramite le antenne vengono inviati direttamente nell’ipotalamo del nostro cervello.
Questa tecnologia è reale ed esiste già e viene utilizzata globalmente attraverso meccanismi simili a quelli usati dalla radio e dal sistema di telecomunicazioni, mezzi con cui, l’umanità, può essere controllata elettromagneticamente quando, per esempio, osserva o ascolta canali televisivi, radio, telefoni cellulari o altri mezzi tecnologici.
La vita sulla Terra può essere divisa in “prima e dopo la creazione dell’HAARP”. Ciò che fa questa tecnologia, raggiungendo le onde cerebrali, è abbassare la frequenza del cervello, gettando la popolazione umana in un stato di ipnosi profonda.
Le antenne situate in Alaska, e ora anche in Italia con il MUOS, sono la manifestazione visibile dei risultati nascosti della società scientifica segreta del mondo.
Questi risultati non sono, ovviamente, comunicati al genere umano intero, infatti, non una parola è stata detta dai media in proposito.
Quei pochi dati che vengono resi pubblici, servono a mentire spudoratamente sul presunto obiettivo scientifico di questa tecnologia, cioé, “studiare la ionosfera” o come arma di “difesa missilistica”.
 
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 Questo chip, realizzato nei primi anni 2000 da una società chiamata VeriChip, memorizza le informazioni mediche personali.
Inoltre, se decideste di farvi impiantare un microchip, dovreste sapere che ciò renderà ancora più facile l’azione dell’HAARP e del MUOS, infatti un microchip, oltre ad essere in grado di inviare un segnale, può anche riceverlo, con tutto quello che ne potrebbe conseguire: la morte della vostra volontà, tanto per dirne una.

“Ho visto Ufo, Alieni e basi segrete in Antartide”


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Il 2 Gennaio 2015, una e-mail inaspettata giunse alla ricercatrice UFO Linda Moulton-Howe; il messaggio era stato inviato da un presunto ingegnere della US Navy, un ex Sottufficiale di volo in prima classe ora in pensione.

La lettera che ha ricevuto la Moulton-Howe, racconta di svariati salvataggi e di voli con gli aerei in Antartide, avvenute tra gli anni 1983 e il 1997 dall’anonimo ufficiale della Us Navy che si riferisce a se stesso come “Brian”.

“Brian” sostiene che è a conoscenza di una collaborazione, tuttora in atto, tra esseri umani e alieni e che l’Antartide è una importante sede e campo di ricerca per queste attività.

Tra gli scopi delle operazioni alle quali ha partecipato Brian, vi erano diverse osservazioni di dischi volanti di colore argenteo, che sorvolavano a forte velocità le montagne Transantartiche. Lui e il suo equipaggio avrebbero anche avvistato antiche rovine di una città presumibilmente Aliena e un grande buco nel ghiaccio a circa cinque – dieci miglia dal Polo Sud geografico (cerchio rosso sulla mappa) e che quest’area geografica doveva essere una “No Fly Zone”, ovvero una zona di non sorvolo da parte degli aerei dell’USAF e della Us Navy ( presumibilmente questa No Fly Zone vale anche per velivoli di altre nazioni) .

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Il racconto dell’ufficiale narra inoltre di un caso in cui, per necessità di emergenza, dovette entrare col suo velivolo all’interno della “No Fly Zone” Aliena e di aver visto quello che lui ed il suo equipaggio non avrebbero dovuto vedere: un ingresso di una base di ricerca scientifica umano-aliena creata sotto il ghiaccio. ( vedi foto satellitari ).

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Foto satellitare postata su google earth, nella quale si vede bene uno strano passaggio,
una caverna di proporzioni enormi ( 90 metri di larghezza per 30 di altezza )


Inoltre, una dozzina di scienziati sono scomparsi per due settimane nei pressi della Marie Byrd Lande e, quando sono riapparsi, Brian ed i lsuo equipaggio ricevettero l’ok da parte della Us Navy per intraprendere una missione di recupero. Brian dice che il team di scienziati non parlavano, erano muti e scioccati – “le loro facce sembravano spaventate” – racconta Brian nella lettera inviata a Linda.

La decisione di condividere le sue esperienze in Antartide ha spinto Brian a contattare Linda Moulton-Howe. Nella seguente lettera, riprodotta integralmente qui di seguito, il resoconto completo di quei fatti:

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A: earthfiles@earthfiles.com
Oggetto: Antarctica UFO
Data: 2 Gennaio 2015

Ciao Linda
Io sono un pensionato ingegnere aeronautico della Marina degli Stati Uniti, pilota di un aereo LC 130 che si è ritirato dopo 20 anni di servizio nel 1997. Ho avuto voglia di scrivere a lei dopo aver meditato per un lungo periodo di tempo, ed ecco quindi la mia decisione di scriverle e raccontarle la mia esperienza sul continente antartico, testimone di avvistamenti di dischi volanti e di cui mi è stato detto di non parlare. Ho servito il mio paese nei miei 20 anni in marina con un squadrone chiamato Antartic Development Squadron Sei o VXE-6 come era anche conosciuto. Ho operato con questo squadrone dal 1983, poi mi sono ritirato nel mese di marzo del 1997. Essendo un ingegnere di volo, ho potuto volare per più di 4000 ore in tale veste e ho visto cose che la maggior parte delle persone non possono nemmeno immaginare, di ciò che si trova sul continente dell’Antartide.

Quelle lande sembrano più aliene che terrestre. Le nostre operazioni in questa terra ghiacciata avevano inizio a fine settembre e si concludevano alla fine di febbraio di ogni anno; fino a quando lo squadrone è stato dismesso nel 1999.

Durante il mio servizio nella squadra, ho volato per quasi ogni parte del continente antartico tra cui il Polo Sud per più di 300 volte. La stazione McMurdo, che si trova a 3,5 ore di volo dalla stazione del Polo Sud, è stata il la base dello squadrone durante le nostre operazioni annuali. Tra queste due stazioni vi è una catena montuosa chiamata Trans Antartica. Con quello che abbiamo chiamato “Severe Clear Weather”, viaggiando da McMurdo al Polo Sud, le Trans Antarctica sono visibili da altitudini di volo a circa 25.000 – 35.000 piedi. In diversi voli da e per la base McMurdo-Polo Sud, l’equipaggio ha visto veicoli non identificati, ovvero, dischi volanti che sfrecciavano intorno alle cime delle Trans Antartica, quasi esattamente nello stesso punto ogni volta che si volava tra questa zona. Questo è molto insolito per il traffico aereo laggiù, a causa del fatto che gli unici aerei in volo sul continente, erano i nostri, ovvero quelli dello squadrone VXE-6. Ogni aeromobile sapeva dove l’altro aereo doveva eseguire il suo piano volo.

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Un altro problema unico con la stazione del Polo Sud è che al nostro aereo non è stato mai permesso di volare sopra una certa area che si trovava a 5 miglia dalla stazione Mc Murdo. Il motivo dichiarato era a causa di una zona di campionamento dell’aria in quelle coordinate. Questo non aveva alcun senso per nessuno di noi della squadra, perché in 2 occasioni diverse abbiamo dovuto volare sopra questa zona. Una volta a causa di una evacuazione medica del campo australiano chiamato Davis Camp. È stato sul lato opposto del continente e abbiamo dovuto fare rifornimento al Polo Sud e l’aerea di volo era diretta a Davis Camp passando proprio sopra la stazione di campionamento dell’aria. L’unica cosa che abbiamo visto passando raramente oltre questo campo, era un grande buco nel ghiaccio, come se ci fosse l’entrata di una enorme base. Si potrebbe volare con uno dei nostri LC130 sopra questa cosa.

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È stato dopo questa missione che siamo stati richiamati e informati da agenti dell’intelligence provenienti da Washington DC, che ci hanno detto di non parlare di questa zona, quella che abbiamo sorvolato e dove si vede il grande buco nel ghiaccio.

È stato dopo questa missione “Medevac” che siamo stati informati da alcuni “spettri” (agenti dell’intelligence presumo) da Washington DC che ci hanno detto di non parlare della zona che abbiamo sorvolato

Una volta ci siamo avvicinati con l’aereo al “The air sampling Camp”- la zona di campionamento dell’aria – ma abbiamo avuto alcuni guasti elettrici sul velivolo, delle misteriose anomalie. Poi mi è stato detto di partire immediatamente da questa zona e riferire al nostro comandante di squadrone appena tornati a McMurdo. Inutile dire che il nostro comandante è stato mandato via, esonerato dall’incarico della missione come anche il nostro equipaggio. Quindi tutti via dal Polo Sud per oltre un mese. C’erano altre volte in cui abbiamo visto cose che erano fuori dal comune.

In un campo periferico (vicino a Marie Byrd Land) abbiamo lasciato alcuni scienziati e le loro attrezzature. rimanendo sempre in comunicazione con McMurdo per 2 settimane. Il nostro equipaggio ha volato di nuovo al campo per scoprire se gli scienziati erano a posto con le provviste e se era tutto ok. Ma stranamente non abbiamo trovato nessuno lì dove li avevamo lasciati e nessun segno di qualsiasi loro presenza. La radio era attiva e ho provato a chiamare McMurdo per verificare che funzionasse correttamente. Abbiamo lasciato il campo e siamo tornati a McMurdo come ordinato dal nostro Comandante. Una settimana dopo, uno scienziato ha comunicato a Mc Murdo di tornare di nuovo fino al campo per andarli a prendere. Appena caricato il team di scienziati, tutti erano muti, non parlavano all’equipaggio dell’aereo e sembravano spaventati.

Non appena siamo atterrati a McMurdo, gli scienziati sono stati messi su un altro dei nostri aerei e portai via in volo verso Christchurch in Nuova Zelanda. Non abbiamo mai sentito parlare di nuovo di loro, spariti completamente. La loro attrezzatura, che abbiamo portato indietro dal campo, è stata messo in quarantena e rispedita negli Stati Uniti, scortata dagli stessi agenti dell’Intelligence che ci avevano interrogato circa il nostro volo sopra la zona del campionamento di aria. Dove appunto c’è il grande buco nel ghiaccio.

Potrei andare avanti e su molte cose e altre situazioni che ho osservato durante il mio tour con il VXE-6. Molto spesso abbiamo avuto delle discussioni tra gli equipaggi di volo sulle basi UFO al Polo Sud e alcuni membri dell’equipaggio avevano sentito da alcuni degli scienziati che in quella zona, dove si trova il campionamento d’aria e il grande buco, che ci sono EBE (Entità Biologiche Extraterrestri) che lavorano e interagiscono con gli scienziati. Si tratta di una enorme base aliena dove gli Umani vi collaborano.

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Brian, ora sessantenne, si è laureato in un college dell’Iowa con il grado di Ingegnere con la specializzazione in Tecnologia di manutenzione aeronautica e un certificato di aviazione. Nel 1977, si è arruolato nella Marina degli Stati Uniti ed è stato per venti anni in servizio fino al suo pensionamento nel 1997. Ha fornito documenti al sito di Earthfiles della ricercatrice Multon Howe – con i suoi documenti DD-214 e altri certificati di servizio tra cui la Medaglia al valore dell’Antarctic Service Medal, conferita a lui il 20 novembre 1984 come prova del suo tempo in servizio.






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Fonte

L'avvistamento Ufo avvenuto in Antartide nel 1965

Nelle pubbliche dichiarazioni ufficiali, l'Argentina e il Cile hanno saldamente dichiarato l'esistenza di immagini a colori degli UFO riprese dalle loro stazioni scientifiche antartiche.

A conferma di questa strana storia ,il Segretario di allora della Marina Militare Argentina ha dichiarato questi dettagli:

"Il 3 luglio 1965, una gigantesca lente a forma di disco volante è stato visto, rintracciato e fotografato dalla base scientifica Argentina, Deception Island, in Antartide. Lt. Daniel Perisse, CO, ha confermato via radio che il grande UFO alternativamente aleggiava, poi accelerva e manovrava a velocità incredibile. Mentre veniva monitorato e osservato con il binocolo scientifico teodolite , l'oggetto sconosciuto ha causato forti interferenze con variometri utilizzati per misurare il campo magnetico terrestre, e anche registrati su nastri magnetografici. Foto a colori sono state scattate con un teodolite da un membro di un gruppo in visita dalla base scientifica cilena.

Confermando questi punti, il ministro della Difesa cileno a Santiago ha aggiunto nuove informazioni via radio da Cdr. Mario Janh Barrera, C.O. della base cilena: Il 18 giugno, un analogo UFO aveva manovrato tutta l'area, vista da tutto il personale.

Durante l'avvistamento 3 luglio, lo strano oggetto aveva causato forti interferenze radio, bloccando temporaneamente i suoi tentativi di segnalare l'UFO alle basi inglesi e Argentine".

Donald Trump rilancia l’esplorazione spaziale: prima la Luna poi Marte


Donald Trump ha firmato una direttiva che impone alla NASA di gestire il progetto di riportare l’uomo sulla Luna e da lì raggiungere Marte

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All’inizio della sua presidenza sembrava che Donald Trump non avesse grande stima della NASA e i tagli al budget destinati all’agenzia spaziale per il 2018 avevano in parte confermato questa ipotesi. Al contrario del suo predecessore l’uomo di governo più seguito su Twitter non considerava raggiungere Marte una priorità. Oggi le cose sono radicalmente cambiate. Trump ha infatti firmato la direttiva “Space Policy Directive 1” per riportare gli Stati Uniti allo status di prima potenza mondiale nell’esplorazione spaziale.Il documento, come ha spiegato il portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley, affida alla NASA il compito di “guidare un programma di esplorazione spaziale innovativo per far tornare gli astronauti americani sulla Luna ed eventualmente farli andare su Marte”. La data della firma non è casuale in quanto oggi si festeggia il 45esimo anniversario del primo allunaggio.

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La “Space Policy Directive 1” ha continuato Gidley “cambierà la nostra politica sui viaggi umani nello spazio per aiutare l’America a diventare la forza trainante dell’industria spaziale, ottenere una nuova conoscenza del cosmo e sollecitare una tecnologia incredibile”. L’obiettivo di Trump è quello di ritornare al più presto sulla Luna non solo per un fatto di prestigio ma anche per la costruzione di basi permanenti e lo sviluppo di nuove tecnologie per la sicurezza della rete satellitare statunitense. “Gli astronauti americani non torneranno sulla Luna per lasciare orme e bandiere, ma per costruire le basi da cui partire verso Marte e oltre”, ha confermato il vice presidente USA, Mike Pence.
Tornare sulla Luna consentirà a USA e Russia di costruire il primo spazioporto da cui sarà teoricamente possibile raggiungere Marte. Il progetto chiamato Deep Space Gateway verrà costruito nella zona tra la Terra e il nostro satellite. Le due superpotenze della Guerra Fredda non sono però gli unici attori dell’esplorazione spaziale. Oltre all’Agenzia Spaziale Europea (Esa) non bisogna dimenticare che l’India ha avviato il proprio programma mentre la Cina vuole costruire una stazione orbitante. Alle agenzie governative si affiancano quelle private come SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos. La prima sta sperimentano nuovi veicoli sempre più potenti mentre la seconda vuole portare i turisti nello spazio entro 2 anni.

Fonte

BLUE VALENTINE: BIG BLUE BUILDING ON MERCURY


LETTERE DAL SOTTOSUOLO

Molti appaltatori ed insider dell’ambiente militare affermano che gli USA ed altri paesi hanno costruito basi sotterranee e subacquee segrete, forse per garantirsi la sopravvivenza in caso di cataclismi oppure per scopi più sinistri.

  

Nei primi tempi della mia ricerca su basi e tunnel sotterranei, i miei lettori e il pubblico delle mie conferenze iniziarono a inviarmi occasionali lettere e email, nonché a raccontarmi aneddoti vissuti in prima persona; col passare degli anni tali resoconti continuano ad arrivare. Come potrete immaginare, alcune delle mail e dei racconti sono davvero interessanti, talmente interessanti che desidero sottoporne alcuni alla vostra attenzione; sono certo che susciteranno in voi lo stesso interesse che hanno suscitato in me.
    Voglio sottolineare che sono convinto che nei resoconti che state per leggere vi sia un sostanziale nocciolo di verità; voglio inoltre dire che nonostante io non disponga né del tempo né del denaro per viaggiare in giro per il mio paese e per il mondo a verificare tutti i particolari di ogni nuova storia in cui mi capita di imbattermi, mi sono comunque affidato alle mie conoscenze ed esperienze di ricerca sull’argomento, onde vagliare ed escludere le fandonie e le storie incoerenti. Vi restano da leggere le vicende plausibili sopravvissute al mio vaglio, che ritengo abbiano un alone e un sapore di verità.
    Spesso sono rimasto colpito dalle illusioni, accuratamente architettate e propalate, che accettiamo come realtà condivisa della vita quotidiana. Le notizie propagandistiche diffuse da televisione, radio, giornali e riviste, le molte false dichiarazioni del governo, la censura scientifica e giornalistica saldamente radicata ed altre fonti di falsità ed inganni che sgorgano dagli istituti educativi e religiosi, tutto questo contribuisce a promuovere l’illusione di massa che ogni cosa è davvero come appare. Niente potrebbe essere più lontano dal vero — in particolare nei regni inferiori di basi e tunnel sotterranei e subacquei, dove la norma operativa è “Lontano dagli occhi, lontano dalla mente”!
    Quindi, senza ulteriore indugio, vediamo cosa ci riserva il sacco postale sotterraneo!


Labirinto nel sottosuolo della NSA a Fort Meade, Maryland

    Nel profondo sottosuolo del quartier generale della NSA (National Security Agency) di Fort Meade, Maryland, a metà strada fra Washington, DC, e Baltimora, Maryland, vi è un segretissimo complesso sotterraneo. In The Puzzle Palace , eccellente libro di denuncia di James Bamford, l’autore allude al mastodontico centro informatico allestito sotto il quartier generale della NSA: (1)
    “…l’enorme seminterrato della NSA, che si estende per isolati al di sotto dell’edificio sede del suo quartier generale, senza dubbio ospita il più avanzato sistema informatico al mondo.”
Si tratta delle attrezzature elettroniche che la NSA utilizza per ascoltare di nascosto le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo, Stati Uniti compresi. James Bamford afferma che questo “seminterrato” pieno di supercomputer si estende per “isolati”; sono certo che concorderete sul fatto che è sorprendentemente gigantesco.
    Una delle mie fonti, che negli anni ‘70 era rimasto di stanza a Fort Meade per un breve periodo, un giorno incappò accidentalmente in questo “seminterrato” mastodontico e conferma appieno il resoconto di Bamford. Ecco il suo racconto:
     “…venni trasferito per alcune settimane alla NSA per un incarico speciale. Un giorno, mentre lavoravo nell’‘edificio’, notai che a fianco delle scale vicino all’entrata est da cui accedevo all’interno vi era una porta; dato che non riportava scritte o avvisi, pensai che avrei potuto oltrepassarla senza problemi.
    “Una volta apertala, vidi che vi era una tromba delle scale che conduceva verso il basso, quindi mi sporsi oltre la ringhiera e guardai giù; non contai il numero di piani, ma ebbi l’impressione che fossero fra 15 e 20. Per arrivare in fondo bisognava percorrere un lungo tragitto.
    “Scesi una rampa di scale e sul lato opposto vidi una porta che doveva trovarsi sotto il livello del suolo, sul lato est dell’edificio; la aprii, vi infilai la testa, guardai a destra e a sinistra e vidi un tunnel che si estendeva fuori vista in entrambe le direzioni, di sicuro molto oltre il limite dell’area occupata dall’edificio e dal parcheggio a livello del suolo. Sulle pareti opposte vi erano porte che distavano circa 10-12 metri l’una dall’altra; pareti e pavimento del tunnel erano in cemento e recavano contrassegni colorati.
    “Mi guardai intorno per rilevare la presenza di telecamere e non ne vidi, tuttavia non mi sentivo esattamente a mio agio. Decisi di esplorare un altro paio di piani, quindi scesi di un altro livello, dove trovai un’altra porta; la aprii e osservai la stessa disposizione — porte e tunnel che scomparivano alla vista in entrambe le direzioni. Scesi ancora un altro piano e ritrovai le stesse cose degli altri due piani più, in lontananza, due persone che si stavano dirigendo verso di me su un cart da golf, di conseguenza me la svignai.
    “Anche questi tre tunnel erano estesi; se anche gli altri livelli inferiori ospitavano tunnel analoghi, allora sotto Fort Meade vi è un complesso di gallerie davvero imponente.”
    Ora, tenete presente che questo resoconto risale agli anni ‘70. Non mi sorprenderebbe che negli anni trascorsi da allora il complesso sotto la NSA sia stato ulteriormente ampliato in estensione e profondità, nonché reso più elaborato.
Ovviamente ritengo che molte importanti agenzie di governo e basi militari dispongano con tutta probabilità di analoghe installazioni sotterranee, in corrispondenza delle loro rispettive sedi.


Base sotterranea di China Lake, California

    La Marina Militare degli Stati Uniti dispone da anni di un’imponente base a China Lake, California. Nel mio primo libro, Underground Bases and Tunnels, (2) ho presentato della documentazione militare, risalente al 1964, la quale indicava che l’Arma del Genio dell’Esercito degli Stati Uniti stava progettando di costruire un’enorme caverna sotterranea, a 4.000 piedi di profondità sotto l’installazione di China Lake, all’epoca in fase di ampliamento.
    Si dà il caso che un paio di anni fa, dopo aver tenuto un discorso pubblico, sono stato avvicinato da un uomo, il quale mi ha detto di aver prestato servizio nella Marina Militare degli Stati Uniti; quando, dopo aver chiacchierato amabilmente per un po’, mi ha riferito di aver trascorso un certo periodo a China Lake, ho drizzato le orecchie.
    Gli ho chiesto se a China Lake vi fosse un complesso sotterraneo, al che egli ha replicato che in effetti esiste ed è straordinariamente vasto e profondo. Alla mia domanda se vi avesse mai avuto accesso ha risposto affermativamente, pur non avendo mai visto i livelli più profondi.
    Allora gli ho chiesto quanto in profondità arrivava la parte più bassa; mi ha guardato e, con grande compostezza e calma, ha replicato: “Arriva sino a un miglio di profondità.”
    Poi gli ho domandato cosa contenesse la base sotterranea, al che ha risposto, “Armi”.
    “Che genere di armi?”, dico io.
    Senza frapporre un solo attimo egli ha risposto: “Armi più potenti di quelle nucleari.”
    Questa risposta mi ha colto del tutto alla sprovvista. Le implicazioni di una nuova generazione di armamenti segreti altamente protetti, il cui potere distruttivo supera quello delle bombe atomiche e all’idrogeno, è certamente qualcosa che ti fa ‘passare la sbornia’. La conversazione ha avuto termine di lì a poco, in quanto l’uomo non sembrava disposto ad approfondire quanto mi aveva riferito.
    Sono propenso a credere a quanto raccontato dall’ex membro della Marina Militare degli Stati Uniti, per il quale China Lake è da lungo tempo uno dei principali centri di ricerca e sviluppo degli armamenti; il resoconto di quell’uomo concorda alla perfezione con le altre informazioni emerse nel corso della mia ricerca.
Nelle profondità del poligono missilistico di White Sands, New Mexico
    Questo gigantesco poligono missilistico dell’esercito degli Stati Uniti si estende per molte miglia nei desolati deserti, colline e frastagliate catene montuose del New Mexico meridionale. Nel corso degli anni sono venuto a conoscenza di brandelli di informazioni inerenti a strutture ed opere nel sottosuolo del poligono missilistico di White Sands.
    Il resoconto che segue, pervenutomi via email da un altro ex membro della Marina Militare, è un valido esempio del genere di cose che ho in mente. Costui mi ha esposto un racconto di seconda mano, riferitogli da un imprenditore del New Mexico meridionale, esperto di pozzi idrici, il quale aveva avuto l’incarico di fare alcuni lavori presso il poligono.
    “…egli mi stava descrivendo il lavoro svolto presso il POLIGONO MISSILISTICO DI WHITE SANDS.
    “Gli era stata commissionata la trivellazione di fori da 10 o 12 pollici che dovevano inoltrarsi sino a 800-1.000 piedi di profondità. Non aveva fatto molto caso alla questione.
    “Be’, durante l’esecuzione del lavoro la trivella penetrò varie volte; dai fori fuoriusciva aria fredda. Se ricordo bene, gli fu detto di non preoccuparsi.
    “In seguito pensò fra sé e sé che forse stava trivellando dei pozzi di aerazione.”
    Ritengo del tutto plausibile che un esperto di trivellazione di pozzi sia stato convocato alla base per trivellare dei pozzi di aerazione per gallerie e strutture sotterranee in profondità.
    La mia ricerca indica che il New Mexico è un’importante area per strutture sotterranee segrete — ed il poligono missilistico di White Sands è proprio in cima alla ristretta lista dei siti candidati.


Navette sotterranee a levitazione magnetica?

    Questa è una vicenda che proprio non verrà messa a tacere. Voci inerenti a velocissimi treni3 super-segreti, che sfrecciano avanti e indietro nelle profondità del continente nordamericano, emergono di continuo.
    Il mio collega ricercatore Bill Hamilton mi ha riferito il seguente resoconto di seconda mano, relativo ad un colloquio fra un suo amico ed un amico di quest’ultimo.
Amico: “Allora, dimmi, cosa si prova a viaggiare in una di quelle navette sotterranee?
- Amico dell’amico: “SONO MALEDETTAMENTE VELOCI!!! Meno di un’ora dall’entrata di Cheyanne [sic] Mountain sino al pentagono [sic]. La mia calcolatrice indicherebbe una velocità superiore alle 2.000 miglia orarie. Strano, però; la velocità non si percepisce, dato che si è completamente al chiuso in uno spazio privo di finestrini. In ogni caso c’è roba che va molto più veloce, ma non nel sottosuolo”.
Amico: “Caspita, 2.000 miglia orarie? Accidenti, che sgroppata. Quando si parte si verifica una qualche trazione gravitazionale? Dovete allacciare delle cinture di sicurezza?"
- Amico dell’amico: “Quando il treno o la navetta partono la forza gravitazionale si annulla; 2.000 miglia orarie non si raggiungono così all’improvviso, tuttavia il processo è più rapido di quanto potresti pensare. Non è necessario allacciare cinture di sicurezza, comunque ci sono dei segnali luminosi che avvertono quando si è in procinto di partire e quando si è nella fase di rallentamento in prossimità del punto di arrivo; per le informazioni ai passeggeri ci sono anche degli altoparlanti collocati in alto. In realtà non si percepisce granché. Quando si viaggia in aereo alla velocità di 600 miglia orarie, ci si alza e si cammina su e giù per il corridoio come se niente fosse, giusto? Lo stesso vale per questi treni a levitazione magnetica”.
    Racconti di questo tipo sono veritieri? Più nello specifico, questa particolare vicenda è vera? La mia ricerca indica che è del tutto possibile che lo sia. Nel mio libro precedente, Underwater and Underground Bases, (4) ho dedicato un intero capitolo alla documentazione del governo statunitense relativa al progettato sviluppo di un sistema di treni a levitazione magnetica. Dopo aver esaminato le prove, ho stabilito che la realizzazione di un sistema ferroviario sotterraneo a levitazione magnetica è certamente possibile e attuabile. Posso provare che sia stato realizzato? No, al momento non mi è possibile. Quello che comunque posso fare, e che ho fatto, è dimostrare l’interesse del governo degli Stati Uniti verso la progettazione e la realizzazione di un sistema ferroviario sotterraneo a levitazione magnetica.
    Ho inoltre documentato che negli ultimi decenni ed anni molte e diverse agenzie, governative e non, hanno intrapreso un’estesa attività per la realizzazione di tunnel sotterranei. Nei miei libri precedenti ho anche fornito una solida documentazione inerente ad un budget destinato ad operazioni coperte che prevede lo stanziamento di decine di miliardi di dollari all’anno.
    Quindi, prendendo in considerazione l’intera mole delle prove disponibili, che comprendono una dimostrabile propensione del governo verso la progettazione e la realizzazione di un sistema ferroviario sotterraneo a levitazione magnetica, usando la documentazione governativa, così come ingenti stanziamenti di fondi neri non rintracciabili, la capacità tecnica di scavo e realizzazione di gallerie sotterranee e il livello tecnologico dell’industria statunitense — il tutto unito alle persistenti storie su segretissime navette sotterranee ad alta velocità — sono giunto al punto di ritenere che nel sottosuolo nordamericano potrebbero operare le navette di cui sopra, senza che la popolazione ne sia al corrente, oppure che lo sia ma in misura minima.

Un articolo pubblicato sulla rivista LOOK (14 giugno 1955) commentava questa illustrazione con la seguente didascalia: “I futuri aeroporti per dischi a decollo verticale non necessiteranno affatto delle lunghe, vulnerabili piste di decollo necessarie ai caccia dei nostri tempi. L’intera operazione potrebbe svolgersi nel sottosuolo. Tunnel dotati di pozzi di decollo situati nel terreno, completi di hangar di manutenzione, depositi carburante e alloggiamenti degli equipaggi, saranno rifugi a prova di bomba per una squadriglia di dischi. Dopo il decollo i pozzi verrebbero sigillati a scopo di protezione e mimetizzazione”.

Genio nucleare sotto Burlington, Massachusetts

    Alcuni anni or sono mi capitò di parlare con un tizio che aveva da raccontare un’esperienza giovanile davvero insolita. Molti anni prima, appena diplomatosi al college, costui aveva trovato un impiego presso un’agenzia federale statunitense, della quale non fece il nome. Il suo lavoro abituale era decisamente peculiare. Si recava presso un anonimo edificio nella zona di Burlington, Massachusetts (a nord di Boston, non lontano da questa città) e, dopo aver percorso un lungo tragitto in ascensore verso il basso, raggiungeva un laboratorio segreto situato a grande profondità. Secondo la sua descrizione nel laboratorio si testavano materiali radioattivi e i loro relativi effetti su altri materiali.
    La sua storia presenta molti aspetti interessanti: la natura segreta di un laboratorio sotterraneo situato in un’importante area metropolitana; il lungo percorso dell’ascensore sino alla zona operativa nel sottosuolo; il segreto pozzo dell’ascensore sotterraneo all’interno di un edificio dall’aspetto del tutto ordinario. Forse la cosa più interessante di tutte è la sua descrizione di alcuni fra gli ingegneri, tecnici e scienziati più anziani che lavoravano nel sottosuolo alcuni dei quali, stranamente, erano privi di alcune piccole parti del corpo: ad uno mancava il naso, ad un altro una parte della mano, e così via; erano talmente consacrati al genio nucleare a cui prestavano servizio che, a causa di ustioni radioattive, avevano sacrificato parti del loro corpo allo scopo di far progredire la ricerca nucleare del complesso militare-industriale della Guerra Fredda.
    Dimostrare o smentire in modo conclusivo questa storia è impossibile, così come accade per le altre storie riferitemi dalle mie fonti. Non dispongo di mezzi che mi consentano di addentrarmi nel sottosuolo per centinaia o migliaia di piedi, in Massachusetts, New Mexico o California, per verificare i dettagli salienti di tutto quello che mi è stato raccontato; non è proprio possibile — né per me, né per chiunque altro.
    Comunque sia, i dettagli della storia coincidono abbastanza da vicino con altri frammenti e brandelli che ho racimolato qui e là da centinaia di singole conversazioni e da miriadi di documenti.


Montagne cave in Norvegia

    La gran mole della mia ricerca su basi e gallerie sotterranee e subacquee si è concentrata su piani, possibilità tecnologiche, progetti e strutture statunitensi. Le ragioni alla base di tale attenzione hanno un duplice aspetto: in primo luogo sono nato e cresciuto negli USA e poi, data la mia lunga permanenza sul suolo statunitense, mi risulta più comodo svolgere ricerche sui piani e le attività di questo paese.
    Detto questo, nel corso della mia ricerca sono comunque venuto a conoscenza del fatto che gli Scandinavi sono fra i migliori ingegneri ed escavatoristi al mondo; la qualità e la raffinatezza della loro opera sono certamente di altissimo livello.
    Quindi non sono rimasto affatto sorpreso di ricevere una lettera da un uomo che è stato all’interno di una vasta base sotterranea segreta costruita dentro una montagna cava in Norvegia. Sebbene la lettera sia scritta su carta da lettere dei militari USA mi sono preso la libertà di non riprodurla come illustrazione, al fine di rispettare l’anonimato dello scrivente. Ad ogni modo, ho ritenuto opportuno riportare la copia ritagliata di un diagramma dell’interno della base, disegnata dallo scrivente ed acclusa alla sua lettera [vedere illustrazione seguente]. Ho inoltre operato alcuni leggeri tagli alla parte della lettera riportata qui di seguito, al fine di non rivelare l’identità, il grado e il reparto militare del soldato.
    “La mia unità della riserva venne attivata poco prima dell’Operazione Desert Storm. Siamo un’Unità da Clima Freddo e, in quanto tali, fummo inviati in Norvegia per partecipare ad una simulazione bellica della NATO, l’Operazione Battle Griffin, nel cui contesto venni mandato a svolgere alcune mansioni all’interno di una delle tante montagne “Cave”. All’epoca ero [qui cita il suo grado; nda] e mi assegnarono ad un piccolo distaccamento operativo assieme a [qui identifica gli altri componenti], affinché ci recassimo nella Montagna; ero alquanto eccitato dell’assegnazione a questo reparto [omissione di un frammento della frase; nda].
    “Prima di partire per la montagna ci diedero istruzioni e ci passarono in rassegna, il che è alquanto insolito per un piccolo reparto. Ci dissero di non cercare di vedere dove stavamo andando o quali strade avremmo percorso; le macchine fotografiche erano assolutamente vietate e nulla di quanto considerato riservato sarebbe dovuto uscire dalla montagna. Quindi partimmo insieme alle guide norvegesi, le uniche a conoscere le strade che dovevamo percorrere. (Secondo le istruzioni ricevute, le strade si incrociavano in uno schema a labirinto allo scopo di confondere i piloti di eventuali carri armati nemici; i norvegesi sapevano quali strade ci avrebbero condotto sul luogo. Fummo sistemati su un camion nella totale oscurità; era giorno, ma il mezzo era completamente coperto.)
    “Dopo aver percorso un po’ di strada ci fermammo, quindi udimmo il rumore delle Porte che si aprivano. Ci addentrammo nella Montagna e, dopo circa un minuto o giù di lì, ci fermammo nuovamente (Stavolta procedevamo a velocità ridotta). Scendemmo e ci guardammo attorno. Quel posto era assolutamente enorme! L’area più piccola era l’entrata, attraverso la quale poteva facilmente passare un carro armato. Quella in cui lavoravamo era lunga circa 300 metri, larga circa 30 ed alta 12 o più; era così ampia che nessuno si sentiva stretto o claustrofobico [sic]. Noi ci trovavamo in una sola sezione; sul retro della lettera le ho disegnato uno schizzo di quello che ho visto.
    “L’intera cavità era rivestita di un materiale bianco tipo plastica, materiale che aveva aperture a cerniera di varie dimensioni; incuriositi, aprimmo varie sezioni incernierate, ma tutto quello che trovammo fu la solida roccia della montagna. [Omissione della frase; nda]
    “Restammo all’interno per varie ore, accatastando l’equipaggiamento che la mia unità aveva utilizzato nell’operazione, quindi ce ne andammo seguendo le stesse formalità dell’andata.”

    Qui termina la lettera della mia fonte. Per quanto breve, il suo resoconto basta comunque a dare una qualche idea delle mostruose dimensioni della struttura cui ha avuto accesso; è senz’altro possibile che la gigantesca struttura da lui vista fosse solo una porzione di una base sotterranea assai più vasta. Egli inoltre allude all’esistenza di molteplici montagne cave; la base sotterranea in cui ha lavorato è evidentemente solo una delle tante.

Schizzo di una base sotterranea segreta in Norvegia. Notate le dimensioni enormi — più di 600 iarde di ampiezza. La dimensione dei singoli scomparti è gigantesca. Tenete inoltre presente che questa struttura potrebbe avere più di un livello. Così è già di per sé impressionante; se vi dovessero essere ulteriori livelli o sezioni, allora le dimensioni risulterebbero ancor più sorprendenti. (Fonte: lettera indirizzata personalmente all’autore da un membro delle forze armate statunitensi).

Da qualche parte nelle profondità della costa orientale degli Stati Uniti

    Quello che segue mi è stato riferito da un uomo che aveva lavorato nell’Arma del Genio dell’Esercito all’epoca della Guerra del Vietnam. Come parte del suo addestramento sul suolo statunitense prima della partenza per il Sudest asiatico, fu inviato a fare un breve giro per visitare un paio di basi sotterranee da qualche parte nella costa orientale degli USA.
    Gli domandai dove si trovassero queste basi, e disse: “Non ricordo.” Naturalmente, è probabile che questa risposta evasiva sia una bugia, presumibilmente dovuta ai suoi accessi di sicurezza. Come leggerete, la sua descrizione delle installazioni è sufficientemente interessante che è assai improbabile che qualcuno, men che mai un militare, ne dimenticherebbe l’ubicazione.
    Gli chiesi di raccontarmi qualcosa sulle basi ed egli ripose che quando dovevano chiudersi ermeticamente al mondo esterno il processo era rapidissimo — nell’ordine dei decimi di secondo; i massicci portali blindati pesanti molte tonnellate, simili a quelli dei caveau delle banche, si chiudevano in modo virtualmente istantaneo! Chiunque si fosse inavvertitamente trovato nella traiettoria sarebbe rimasto istantaneamente schiacciato come un pomodoro! Tutto accadeva troppo velocemente perché un individuo potesse reagire in tempo da evitare una morte istantanea.
    Gli chiesi delle forniture alimentari e lui replicò dicendo di aver visto nelle basi sotterranee delle serre idroponiche, destinate a coltivare vegetali in caso di prolungati periodi di isolamento dal mondo esterno di superficie.
    A questo punto la nostra conversazione ebbe termine. L’uomo tacque e non disse altro sulle strutture sotterranee che aveva visitato, ma quel poco che divulgò è estremamente illuminante. Implicitamente si deduce che esistono piani per affrontare l’eventualità di dover sopravvivere nel sottosuolo per lunghi periodi, senza contatti con il mondo esterno, ed è evidente che questi piani risalgono almeno alla fine degli anni ‘60 e agli inizi degli anni ‘70 del secolo appena terminato.

Basi segrete nelle foreste nazionali della California?

    Nel 1995, poco dopo aver pubblicato il mio primo libro dal titolo Underground Bases and Tunnels, mi capitò di sentire qualcosa di analogo. Stavo discutendo della mia ricerca con una donna di mezza età, la quale aveva conosciuto a Denver, Colorado, un giovane nativo americano. Mi disse che durante gli anni ‘80 il giovane in questione era stato discretamente avvicinato da alcuni funzionari dell’amministrazione Reagan. Costoro si stavano informando sulla possibilità di procurarsi sementi fertili non ibride dalle varietà native di colture commestibili indigene da portare negli stati occidentali. Volevano che queste sementi fossero trasportate ed immagazzinate in una struttura sotterranea in costruzione in una delle foreste nazionali della California.
Il loro ragionamento sembrava essere che, in condizioni climatiche avverse, le varietà di colture indigene erano più resistenti e producevano raccolti migliori delle varietà di sementi meno tenaci e più incrociate disponibili sul mercato agricolo. Nel caso di una catastrofe che devastasse le condizioni utili alla coltivazione (come una guerra nucleare, sovvertimenti geologici, tempeste solari, impatti di asteroidi e/o comete), evidentemente quei funzionari volevano varietà di sementi che avrebbero prodotto con certezza almeno una certa quantità di alimenti, in modo che l’agricoltura potesse essere ripristinata e che la gente della base sotterranea potesse abbandonarla.


Basi sottomarine nel Golfo del Messico?

    A circa un anno di distanza dalla pubblicazione di Underwater and Underground Bases, venni contattato da un uomo che diceva di essere a conoscenza di un insolito progetto subacqueo nell’Oceano Atlantico. Rispondendo ai miei interrogativi egli approfondì un po’ quello che intendeva con Oceano Atlantico e ne derivò che quando parlava di quel progetto intendeva dire che era stato allestito da qualche parte nel bacino dell’oceano in questione; questo ovviamente comprende potenzialmente  tutte le baie, i golfi, gli stretti, i canali ed i mari che formano il Bacino Atlantico e l’Oceano Atlantico propriamente detto.
    Sollecitato da altre domande, l’uomo specificò che il progetto si trovava sotto i fondali del Golfo del Messico e che l’appaltatore era la Parsons che, proseguì l’uomo, aveva acquistato attrezzature specialistiche destinate ad operare a 2.800 piedi sotto il fondo marino; ciò accadeva nel 1997, o giù di lì. Pur non avendone la certezza, egli riteneva che l’opera dovesse essere realizzata nella parte orientale del golfo.
    La mia fonte lavora per un’azienda che produce attrezzature abitualmente usate nel settore minerario ed in quello degli scavi, e si stava occupando di un ordine della Parsons, relativo ad un progetto sotterraneo, che stimolò la sua curiosità abbastanza da spingerlo a fare alcune domande; gli risposero dicendo che le attrezzature erano destinate ad un progetto a grande profondità sotto i fondali del Golfo del Messico. Egli non conosceva lo scopo ultimo del progetto, ma aggiunse che anche altre aziende avevano acquistato dalla sua ditta le stesse attrezzature per usi subacquei. La specificità di queste attrezzature è tale da presupporre la presenza di esseri umani nei luoghi di installazione.
    Ora, non sono in grado di dimostrare o smentire la presenza di una struttura di profondità costruita dalla Parsons negli ultimi anni del 20° secolo sotto il fondo marino del Golfo del Messico. Ad ogni modo, una storia come questa solleva una serie di interessanti interrogativi. La mia ricerca ha chiaramente dimostrato che la Parsons è la prima società statunitense di costruzioni sotterranee e che costruisce locali e gallerie sotterranee per un’ampia gamma di grandi corporazioni ed agenzie governative, fra cui agenzie militari. La mia ricerca, inoltre, dimostra inequivocabilmente che il Golfo del Messico è stato al centro di una considerevole attività di trivellazioni marine, eseguite dall’industria petrolifera nonché da oceanografi e geologi governativi e accademici. Per di più la letteratura di dominio pubblico ha anche ospitato dibattiti relativi all’escavazione di grandi caverne sotto il fondo del Golfo del Messico, allo scopo di immagazzinare il petrolio.
    Il fatto che il fondo marino del Golfo del Messico sia ricoperto di cupole tettoniche saline, che si adatterebbero perfettamente alla escavazione e costruzione sottomarina di profonde basi abitabili sotto i fondali, è un dato incontrovertibile. Quindi non stento a credere che la Parsons possa essere semplicemente andata avanti coi lavori ed aver fatto con discrezione quello di cui altri si sono limitati a parlare; un progetto del genere sarebbe tranquillamente alla portata di un’azienda florida, potente e tecnologicamente all’avanguardia come la Parsons.
    Invero le mie scoperte indicano che non sarebbe eccessivamente problematico scavare caverne sotto il Golfo del Messico e collocarvi qualcos’altro oltre al petrolio. In linea teorica questo qualcos’altro potrebbe essere qualsiasi cosa: un laboratorio segreto di ingegneria genetica; una prigione clandestina; un deposito sicuro della CIA per la droga in transito fra l’America Latina ed il multimiliardario mercato nordamericano; un deposito clandestino di armi nucleari; un base congiunta alieni/militari USA; un centro di comando presidenziale super-sicuro; un bunker super-sicuro per i dirigenti e il consiglio di amministrazione della Parsons; un’arca popolata da una popolazione umana selezionata destinata a sopravvivere ad una eventuale apocalisse. Lasciate che la vostra immaginazione esamini le proprie possibili ipotesi…
    Ho sentito altri due resoconti aneddotici di seconda mano relativi a basi segrete sotto il Golfo del Messico: una nella parte orientale, vicino alla Florida; l’altra in quella occidentale, vicino al Texas. Esistono inoltre riscontri aneddotici provenienti dalle acque costiere portoricane, nel vicino Mar dei Caraibi, inerenti ad attività della Marina Militare USA coerenti con la possibile costruzione di una o più basi sottomarine in loco, con l’impiego dei metodi Rock-Site che ho delineato in Underwater and Underground Bases.
    Sono propenso a credere che la storia raccontatami dalla mia fonte corporativa contenga un solido nocciolo di realtà: che sotto il Golfo del Messico esiste una base sottomarina clandestina e che la Parsons è stata implicata nella sua costruzione. Naturalmente inizio a sospettare che, sepolte sotto i fondali del Golfo del Messico,  esistano molteplici strutture segrete abitabili ad alta tecnologia. Se dovessi tirare a indovinare, direi che vi sono coinvolte unità militari statunitensi segrete, oppure una o più fra le principali compagnie petrolifere, nonché altre agenzie — forse persino elementi dell’oscuro mondo della criminalità organizzata e gruppi neonazisti, che sono stati al centro  dell’apparato di spionaggio militare-industriale USA che ha avuto inizio negli anni ‘40 con l’operazione Paperclip e che continua tuttora.
    Al termine della Seconda Guerra Mondiale migliaia di “ex” nazisti furono trasferiti negli USA e collocati in posizioni influenti al Pentagono, alla NASA e nella cosiddetta industria “privata”. Si rintanarono e presero a lavorare, formando fra loro una rete mentre si infiltravano a fondo nelle viscere del complesso spionistico-militare-industriale degli USA. Nel corso degli anni della mia ricerca mi sono imbattuto più volte nelle loro tracce, in occasione di conversazioni, in documenti, in polverosi archivi e, in qualche raro caso, ne ho incontrato qualcuno di persona. L’impronta nazista sul mondo non è terminata nel 1945 con la cessazione del conflitto armato fra l’Asse e gli Alleati. Oh, no. Il movimento nazista si è solo trasformato un po’ ed è strisciato via in un altro covo oltreoceano, dove si è insinuato nei più oscuri recessi della segretezza compartimentata, a leccarsi le ferite e a restare in attesa di giorni migliori — tenendo temporaneamente in sospensione ancora per un po’ il suo sogno di conquistare il mondo. Questa è la mia convinzione, a sostegno della quale esistono molti riscontri storici circostanziali.

 

Un cataclisma imminente?

    Allora qual è il motivo alla base della segretezza che circonda le attività sotterranee e sottomarine? L’Apocalisse è dietro l’angolo? Gli agitatori e i mestatori clandestini all’interno del complesso spionistico-militare-industriale sanno qualcosa che noi non sappiamo? Siamo come lemming, che sciamano inconsapevoli verso un baratro della cui esistenza non sospettano nemmeno alla lontana? A volte me lo chiedo. Forse questa è una delle ragioni delle imponenti basi sotterranee e gallerie segrete. Forse sta arrivando rapidamente qualcosa di GROSSO?
    Ho posto tale quesito ad una delle mie fonti e ho ricevuto una replica incredibilmente evasiva ed enigmatica che, più che darmi risposte, francamente ha suscitato in me ulteriori domande.
    In base alla mia migliore analisi letterale della risposta sembra che almeno alcune, e forse molte, delle basi e gallerie sotterranee/sottomarine siano state allestite in preparazione dei seguenti possibili eventi a termine relativamente breve (diciamo nell’arco dei prossimi anni o decenni):
  •  una potenziale guerra nucleare;
  •  un rovesciamento della Terra sul proprio asse (cambio della fisica di rotazione);
  •  un’inversione del campo magnetico terrestre;
  •  un ingresso in una nube di polvere galattica;
  •  impatti di comete e/o asteroidi;
  •  un improvviso cambiamento climatico di ampia portata;
  •  caos sociale, politico ed economico derivante da uno degli eventi appena citati;
  •  una combinazione di uno o più degli eventi appena citati.
    In altri termini, è possibile che eventi assai drammatici siano proprio dietro l’angolo. O forse no. Non dico di saperlo. Tuttavia sembra come se coloro che ne sono a conoscenza stiano allestendo preparativi imponenti ed estremamente dispendiosi in vista di qualcosa.


Conclusione: storie aneddotiche da altri paesi

    Forse l’aspetto più interessante dei precedenti resoconti è che nella maggior parte mi sono stati riferiti direttamente da persone che hanno lavorato per il complesso militare-industriale, in alcuni casi all’interno degli stessi servizi militari.
    Nella mia ricerca questo è un tema ricorrente. Sono stato avvicinato più volte da ex militari e, in alcuni casi, anche da militari in servizio attivo. Per quale motivo? Ritengo che ciò sia dovuto al fatto che alcuni individui, coinvolti nelle attività dei militari statunitensi, vedono cose che li turbano, o forse viene loro richiesto di svolgere mansioni che li preoccupano e, di conseguenza, forniscono informazioni a un ricercatore come il sottoscritto, nella speranza che qualcosa di quello che hanno visto o che è stato loro chiesto di fare trapeli e diventi di pubblico dominio, a beneficio della popolazione in generale.
    Sulle loro motivazioni posso solo fare ipotesi, ma penso che in alcuni casi i loro timori devono concernere dubbi personali di ordine etico, mentre in altri casi riguardano questioni di profondo disagio politico verso le macchinazioni di un governo occulto e incostituzionale, e persino forti dubbi sulla strategia militare. Per esempio, sotto il profilo tecnologico potrebbe essere possibile progettare, costruire e schierare armamenti in grado di far saltare un continente, che superano di gran lunga il potere distruttivo di quelli nucleari; ma questo è moralmente auspicabile? È opportuno sotto il profilo militare? In base a quali concepibili circostanze una struttura di comando militare scatenerebbe un inferno in Terra, di tale portata che intere aree o continenti verrebbero ridotti a sterili deserti? Quale individuo sano di mente metterebbe in moto tale catena di eventi? Quale individuo sano di mente vorrebbe abitare un pianeta ridotto ad un cumulo di fumante cenere radioattiva? Secondo quale diabolica predisposizione mentale si potrebbe considerare tale esito una “vittoria”?
    O ancora, se l’infrastruttura sotterranea o sottomarina di basi e gallerie segrete si è potenzialmente estesa a tal punto, così raffinata, così fuori dalla supervisione degli enti politici costituzionalmente delegati da un governo civile pubblico ai controlli e ai bilanci, allora può darsi che l’integrità del popolo statunitense, e forse quella di molti altri, sia gravemente minacciata — minacciata da una potenza sotterranea e/o sottomarina furtiva, massicciamente finanziata e ad alta tecnologia, della cui presenza i suddetti popoli restano beatamente ignari e i cui piani e intenti nefasti contrastano direttamente con gli interessi dei popoli stessi.
    Se dovessi tirare a indovinare, opterei certamente per l’ipotesi che alcune delle mie enigmatiche fonti nutrono timori di questo genere. Vedono cose che non approvano, ma sono cinti d’assedio e costretti a rispettare rigorose ‘norme di segretezza’, la cui violazione comporta severe sanzioni. Cosa fareste al loro posto, se vedeste qualcosa che detestate profondamente ma non vi fosse possibile parlarne apertamente per paura di essere condannati a molti anni di prigione e/o a pesanti sanzioni amministrative? O magari essere persino obiettivo di liquidazione, vale a dire essere assassinati, per aver parlato in pubblico? Potreste comunicare, in modo anonimo e con molta discrezione, alcune informazioni a uno scrittore investigativo di una piccola casa editrice alternativa, nella speranza che tali informazioni finiscano nel suo prossimo libro, articolo di rivista o intervista radiofonica e, in questo modo, vedano la luce del giorno dove migliaia, e infine milioni di altre persone possano leggerle o ascoltarle, e quindi valutarne la rilevanza. 

Fonte    


Note

1. Bamford, James, The Puzzle Palace: A Report on America’s Most Secret Agency, Houghton Mifflin Company, Boston, 1982.
2. Sauder, Richard, Underground Bases and Tunnels: What is the Government Trying to Hide?, Adventures Unlimited Press, Kempton, Illinois, 1995.
3. I treni a levitazione magnetica, ovvero mag-lev, invece che su binari si librano e si spostano su un campo magnetico in rapidissimo movimento.
4. Sauder, Richard, Underwater and Underground Bases, Adventures Unlimited Press, Kempton, Illinois, 2001.


A proposito dell’Autore:
Richard Sauder, accademico, è un autore/ricercatore indipendente e vive negli USA. I suoi libri comprendono Underground Bases and Tunnels: What is the Government Trying to Hide?, Kundalini Tales e Underwater and Underground Bases. Il suo articolo dal titolo “Le prove dell’esistenza di basi segrete sottomarine” è stato pubblicato sul nr. 38 di NEXUS. Visitate il suo sito web presso http://www.sauderzone.com.

Google and NASA scientist claims, two new planets in solar system

Google and NASA scientist claims, two new plants in solar system
For the first time in history, NASA has discovered eight planets orbiting a distant star named Kepler-90 which is located 2,545 light-years from Earth in the Draco constellation.

If you want to search for planets among Kepler's weaker signals - which are far more numerous - then that haystack gets "much, much larger", he added.
Using machine learning and neural networks to achieve something humans could not, weak signal data from NASA's Kepler space telescope was scrutinized using Google machine learning technology to make the discovery. According to them, it is small, "sizzling" hot and rocky, and it takes 14.4 Earth-days to surround its star. They essentially trained a computer to identify exoplanets based on Kepler's observations in changing stellar brightness — the subtle, fleeting dip in a star's brightness when a planet passes in front of it.
An artist's concept depicts select planetary discoveries made to date by NASA's Kepler space telescope.
The data came from the Kepler telescope which NASA launched into space in 2009 as part of a planet-finding mission that is expected to end next year as the spacecraft runs out of fuel. "Today, Kepler confirms that stars can have large families of planets just like our solar system".
Unlike our own solar system however, the chances of life being on the eighth planet are slim as while it is about 30pc larger than our own planet, Kepler-90i is so close to its star that its average surface temperature is believed to exceed 400C, on a par with Mercury.
Kepler-90 is the first known star system besides our own that has eight planets, but scientists say it won't be the last.
"There's a lot of unexplored real estate in the Kepler-90 system", Vanderburg said, "and it would nearly be surprising to me if there weren't any more planets around this star".
Shallue teamed up with astronomer Andrew Vanderburg of the University of Texas at Austin to develop the program.
The findings also establish the growing role that neural networks and other machine learning techniques could play in the hunt for more elusive planets outside our own solar neighbourhood.
Although Kepler-90 is a sun-like star, the planets are all bunched together in tight orbits around it - the same distance that Earth is from the sun.
It was discovered using machine learning technology from Google, which spots patterns in data sets, to sift through old Kepler data.
What is Kepler-90i like? In the test set, the neural network correctly identified true planets and false positives 96 percent of the time.
Besides, he said that this information would be a "treasure trove" that other experts will be able to use fpr further research.
If the researchers lose track of weaker signals or miss them, they would also be losing the possibility to find new exoplanets. Five of the six planets form a resonant chain, in which they are locked in orbit by mutual gravity.
The research paper reporting this finding has been accepted for publication in The Astronomical Journal.
"These results demonstrate the enduring value of Kepler's mission", said Jessie Dotson, Kepler's project scientist at NASA's Ames Research Center in California.
Kepler has produced an unprecedented data set for exoplanet hunting.
Researchers had known that seven planets were orbiting the star.

Fonte

Stephen Hawking confirms this 200,000mph cigar-object in space may be alien spacecraft

STEPHEN Hawking is leading an investigation into whether the first object ever to arrive from OUTSIDE our solar system is a spaceship from an alien civilisation. 

 


“If this object is natural in origin, there should be many more like it in the solar system… and even if most of them are natural, perhaps one of them will be found to be of artificial origin, some space device or junk from an alien civilisation.
“The more I study this object, the more unusual it appears, making me wonder whether it might be an artificially made probe which was sent by an alien civilisation.”
The object’s official name is A/2017 UI but has been dubbed “Oumuamua”, which loosely means “a messenger that reaches from the distant past” in Hawaiian.
It was discovered by the Pan-Starrs project at the University of Hawaii in October.

 Stephen-Hawking-UFO
The cigar-shaped object is so rare that the International Astronomical Union has had to come up with a new cataloguing system.
The interstellar asteroid has been designated I1/2017U1, with the "I" for interstellar and "1" because it is the first ever to come from beyond the confines of our solar system.
A £75 million programme that searches for evidence of intelligent life beyond Earth called Breakthrough Listen, led by Stephen Hawking, is attempting to detect evidence of alien technology transmitting from the object.
Andrew Siemion, research centre director at the Search for Extraterrestrial Life (Seti)- which works for Breakthrough - said it would begin a ten-hour observation tomorrow for specific signs of alien technology.
It will search on the electromagnetic spectrum using the Green Bank telescope in West Virginia.
Dr Siemion said: “It’s like a radio station you tune into with your car stereo.
“Nature doesn’t broadcast on a very specific frequency, its smears it out across colour and time.
"Technology behaves differently. It can compress electromagnetic energy and so we look for those specific signs and for repeating patterns which nature doesn’t tend to do. We look for structure.”
The object is a long cylinder shape which researchers suggest a cigar or needle shape is the most likely architecture for a spacecraft since this would minimise damage from interstellar gas and dust.
The object is hundreds of meters long but perhaps only a tenth as high and wide, its shape has never been seen in space before.
Its speed us up to 190,000 mph and suggests it is not gravitationally bound to the Sun and will continue its voyage back into interstellar space.
While scientists admit that a natural origin is more likely, there is no consensus on its origin.

 Stephen-Hawking-UFO
Professor Loeb said the arguments against an alien origin were that the object follows a standard “Keplerian” orbit - elliptical orbit - shaped by the gravitational force of the sun.
The object’s slightly red hue and varying brightness are similar to objects in our system.
The project will fly past Jupiter next year and will hurtle beyond Pluto by the 2020s.
Breakthrough Listen is led by Russian billionaire Yuri Milner.
He said: “Whether it's artificial or not, we will definitely know more about this object.”
Astrophysicists theorise there are between one and ten “visitors” per year in our solar system but they move so quickly that we have never seen one before.
In the author Arthur C Clarke’s science fiction book "Rendezvous with Rama”, a team of astronomers detects a cylindrical interstellar object entering the solar system, which they initially believe to be an asteroid.
But, on closer inspection, they discover it is mankind’s first encounter with an alien spacecraft.
Prof Hawking has long warned how alien lifeforms visiting Earth might crush humanity ‘with no more thought than as if they had trodden on an ant’.
During an episode of Discovery Channel TV special Into the Universe with Stephen Hawking he said: “Such advanced aliens would perhaps become nomads, looking to conquer and colonize whatever planets they could reach.
“If so, it makes sense for them to exploit each new planet for material to build more spaceships so they could move on. Who knows what the limits would be?
“We don't know much about aliens, but we know about humans. If you look at history, contact between humans and less intelligent organisms have often been disastrous from their point of view, and encounters between civilizations with advanced versus primitive technologies have gone badly for the less advanced.
“A civilization reading one of our messages could be billions of years ahead of us. If so, they will be vastly more powerful, and may not see us as any more valuable than we see bacteria."


 By

Discendiamo dagli alieni?/ Marco Columbro: "Anche Papa Francesco ha ammesso che Gesù era un extraterrestre"


Nel corso della sua trasmissione su Radio24, Gianluca Nicoletti è tornato sulle teorie "ufologiche" avanzate giorni fa da Marco Columbro attraverso l'aiuto di un noto biblista eterodosso
Marco Columbro, in uno scatto recente (Wikipedia)Marco Columbro, in uno scatto recente (Wikipedia)

ORIGINE DELLA RAZZA UMANA

Gli extraterrestri non solo esistono ma anche noi presto entreremo tutti in contatto con loro: è questa l’idea che Marco Columbro aveva espresso alcuni giorni fa a Spy, il settimanale diretto da Alfonso Signorini, e che ha attirato immediatamente su di sé le attenzioni della stampa: il 67enne conduttore originario di Viareggio, pur avendo abbracciato da tempo una sorta di fase mistica, non aveva mai parlato così nettamente in questi termini non solo dell’esistenza dei cosiddetti UFO ma anche del fatto che alcuni grandi personaggi della storia (ovvero papi e capi di governo) siano stati degli alieni. Studioso di esoterismo da anni oltre che di medicina alternativa, lo showman e attore divenuto celebre sulle reti Mediaset si è avvicinato a questo mondo dopo aver detto addio alla televisione nel 2001, quando un aneurisma cerebrale interruppe bruscamente la sua carriera. E da allora è cominciata una ricerca che ha portato Columbro a scoprire alcuni testi fondanti dell’ufologia e, a suo dire, a vedere per la prima volta un UFO nel 1999 nel cielo di New York mentre usciva da una conferenza tenuta da una “contattista” di fama. “Io con i miei amici rimanemmo esterrefatti, mentre lei disse ‘Lo so bene, non rompere…’”: di questo e altri argomenti ha parlato di recente anche Gianluca Nicoletti durante Melog su Radio24, affrontando il delicato tema di quali siano le origini della razza umana e come mai la si colleghi a forme di vita aliene.

LE TEORIE DI MARCO COLUMBRO

Nel corso di una puntata del programma condotto dal giornalista Gianluca Nicoletti su Radio24, infatti, il tema è stato l’uscita di Marco Columbro e la sua idea, in merito alla quale la presenza degli UFO nel nostro mondo è stata accertata, provando anche a spiegare quale sarebbe il loro disegno e quali siano state le tracce (in alcuni casi anche clamorose) che questi ultimi avrebbero lasciato anche in tempi recenti. A detta del 67enne viareggino, infatti, anche Papa Francesco avrebbe ammesso due anni fa che Gesù Cristo era un alieno e a sostegno di questa tesi cita (un po’ liberamente) un passaggio del Vangelo di Giovanni in cui il figlio di Dio afferma che “io non sono di questo mondo”. Non solo: Columbro è anche convinto del fatto che un altro grande Pontefice del passato, Pio XII, fosse stato in contatto con degli alieni e che presto una conferma di quella che appare una teoria cospirazionista arriverà nientemeno che da Vladimir Putin. D’altronde il leader russo non è stato l’unico capo di stato legato a questo segreto, tanto che il diretto interessato (in una clip audio mandata in onda durante la puntata di Melog) ha raccontato l’episodio riferito dalla nipote del Presidente degli Stati Uniti, Dwight Eisenhower, secondo la quale suo zio “incontrò un extraterrestre che rimase sulla Terra per un anno e mezzo”.

L'INTERVENTO DI MAURO BIGLINO

Introducendo la puntata intitolata “Più che umani, alieni”, Nicoletti affronta la questione partendo dalla riflessione secondo cui molti uomini di spettacolo, una volta raggiunta la fama, entrano in una fase mistica. Per Columbro “esistono milioni di razze aliene, sono chiamati i Nordici e hanno occhi azzurri e capelli biondi” e Gesù Cristo è stato l’UFO più celebre, tanto che lo stesso Papa Francesco ne sarebbe a conoscenza. Di conseguenza, il giornalista di Radio24 si chiede allora cime bisogna porsi di fronte a queste teorie che vogliono cercare l’origine dell’uomo nelle stelle, girando la domanda al pubblico della trasmissione e spiegando comunque che l’uscita di Columbro non è certo peregrina, dato che sin dall’antichità (specie studiando delle civiltà vissute migliaia di anni fa) si è cercato di attribuire a determinati fenomeni o imprese umane -si pensi solamente alle piramidi egizie- una origine extraterrestre. Nicoletti porta a beneficio degli ascoltatori quindi la tesi di Mauro Biglino, un saggista e traduttore ebraico biblico: “Parlare degli alieni”, spiega l’ospite, “è solo l’ultima parte del mio lavoro e non lo cambia di una virgola, anzi non ho nemmeno mai visto una luce in cielo…”. Biglino spiega inoltre di non sapere chi siano gli “Elohim” (dèi) più volte citati nella Bibbia: “L’Antico Testamento non si occupa della creazione dell’Universo, ma del patto di alleanza tra Dio e il suo popolo” racconta lo studioso che ritorna sul tema degli Adamiti, un’etnia che speciale che gli Elohim avevano “fabbricato” per i loro fini.

L'INTERPRETAZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA

Nella successiva parte del suo intervento a Melog su Radio24, Mauro Biglino ha parlato a Gianluca Nicoletti anche della questione dei cosiddetti “rettiliani” (una razza aliena che, secondo le credenze, vive confusa agli umani e controlla il nostro pianeta occupando posti d’élite nella società): citando un esperto in materia di apocrifi dell’Antico Testamento, spiega che vi sono interpretazioni contraddittorie. “Se dobbiamo credere un libro, innanzitutto leggiamolo e non dimentichiamo mai l’interpretazione letterale” spiega Biglino a cui fa eco lo stesso Nicoletti che aggiunge che pure gli esegeti biblici qualche domanda se la sono fatta in merito, anche se non lo ammettono. “CI sono dei siti di consulenza ebraica dove si parla della cosiddetta ‘ingegneria genetica’ a cui si fa riferimento nella Bibbia” incalca ancora lo studioso eterodosso che ricorda come si tratti di un testo scritto da un popolo che parlava di se stesso e del rapporto che aveva con uno degli Elohim.

SIAMO FIGLI DELLE STELLE?

Un altro esempio di lettura che potrebbe essere intesa anche letteralmente è quella sull’origine di Adamo e soprattutto di Eva: secondo Biglino, nei testi degli studiosi ebrei “che noi non seguiamo” lei è stata creata “prendendo delle cellule da Adamo” e in seguito quest’ultimo dice in un passo della nostra Bibbia: “Questa volta è l’osso delle mie ossa”, ovvero nell’accezione di “finalmente me e avete data una giusta!” spiega il biblista, sottintendendo che gli stessi ebrei sottintendono che forse prima gli erano state presentare delle versioni della prima donna che non gli piacevano. Tra il serio e il faceto, il conduttore e il suo ospite concludono riferendosi a un’altra figura-cardine della mitologia ebraica, ovvero quell’essere antropomorfo noto come Golem che nasce grazie a un processo di cui l’uomo conosce molto poco, provando a “riprodurre se stesso”: proprio come le teorie secondo cui a fabbricare la razza umana sarebbero stati i “figli delle stelle”, concludono i due citando ironicamente anche Alan Sorrenti.


Commento di Oliviero Mannucci: In effetti caro Columbro, siamo tutti extraterrestri. Ogni individuo è un anima spirituale eterna, non appartiene a questo mondo materiale ma a quello spirituale e quindi siamo extraterrestri. Inoltre l'anima non è ne bianca, ne nera, ne rossa, ne gialla. L'anima non è comunitaria o extracomunitaria, non è italiana, ne europea, ne americana, ne africana.L'anima sfugge a queste classificazioni materiali. Ma siccome la maggior parte dell'umanità non vede al di la del proprio naso vengono perpetrate guerre di religione ( che le religioni nel loro messaggio originale non invitano a fare ), discriminazioni razziali e via dicendo. Questo perché la maggior parte dell'umanità ignora che cosa è la dimensione spirituale della vita. Ha veramente conoscenza solo chi sa distinguere l'eternità del reale dalla temporaneità dell'illusorio. Ma spesso l'illusorio viene scambiato per reale e il reale per illusorio. Un saluto, caro Marco Columbro, spero prima o poi d'incontrarti di persona per farti vedere con i miei telescopi un po' di quello che il nostro Padre Celeste ha creato in questo piccolo universo materiale in cui ci troviamo e per parlare anche di alieni.

Astronomers are listening for alien signals from a weird object that's flying through the solar system


Astronomers recently detected a strange, cigar-shaped object passing through the solar system. Called 'Oumuamua, it appears to be a metal-rich asteroid that comes from another star system.
Just in case alien transponders are on the surface, a project called Breakthrough Listen is using a radio telescope to scan it for extraterrestrial signals. So far no signal has been found, but more observations are planned and it could take awhile to analyze all of the data. 


 
 http://www.neonnettle.com/news/images/Oumuamua-comet-confirmed-as-alien-probe-broken-engines-141217.jpg

 Astronomers have trained powerful radio telescopes on 'Oumuamua, one of the more bizarre objects ever detected flying through the solar system.
Initially thought to be a comet but later identified as an asteroid, 'Oumuamua (which means "scout" in Hawaiian) is a cigar-shaped, 750-by-115-foot object that recently zipped around the sun and is moving too fast to get captured by the star's gravity. Based on 'Oumuamua's unusually hyperbolic path through space, astronomers say it's perhaps the first interstellar object ever detected — in short, a space rock from a distant star system.

Breakthrough Listen, a non-profit research organization that bills itself as "scientific program in search for evidence of technological life in the Universe," is now scanning 'Oumuamua for possible radio or other wireless signals.
No one really expects to hear such tell-tale signs of intelligent alien life, but the organization says 'Oumuamua is good practice for if and when another foreign object zips through our cosmic neighborhood.
"‘Oumuamua's presence within our solar system affords Breakthrough Listen an opportunity to reach unprecedented sensitivities to possible artificial transmitters and demonstrate our ability to track nearby, fast-moving objects," Andrew Siemion, Director of Berkeley SETI Research Center and a Breakthrough Listen member, said in a press release. "Whether this object turns out to be artificial or natural, it's a great target for [Breakthrough] Listen."

A big yet brief interstellar voyager

Oumuamua orbit path space planets solar system wikipedia The path of the object 'Oumuamua through the solar system in 2017. nagualdesign and 

Tomruen/Wikipedia (CC BY-SA 4.0)
Researchers discovered 'Oumuamua on October 18.
After further telescope observations, astronomers described it as an unusually oblong asteroid with dense, metal-rich rock. It also has a dark-red sheen — a color it earned from billions of years of cosmic rays corroding organic molecules on its surface — and, while it zips through the solar system at more than 16 miles per second, is tumbling wildly, rather than rotating smoothly.
Breakthrough Listen began a first round of observations with the Green Bank Telescope in West Virginia at 'Oumuamua on Wednesday afternoon. (The device "listens" in radiowaves, so observations at night aren't required.)
During the first pass, the Green Bank Telescope aimed its antennas at 'Oumuamua and listened to billions of wireless radio channels for two hours. According to Breakthrough Listen, this observation recorded a whopping 90 terabytes of raw data — enough to fill up 23 new top-of-the-line iMac Pro computers.
"So far, no signal was detected," Avi Loeb, a physicist at Harvard University and a member of Breakthrough Listen's leadership, told Business Insider on Thursday.
Green Bank Telescope The Green Bank Telescope in West Virginia. Chris Dorst/AP

But all that data is still being processed by supercomputers to weed out Earth-based signals and hunt for probable alien signals. What's more, this covered only one side of 'Oumuamua — so the group has planned three more radio observations before the strange object leaves our solar system for good.
"During follow-up observations the coming week, we will do 3 more passes with each receiver to cover other phases of Oumumua's [sic] rotation," Siemion wrote in an email that Loeb forwarded to Business Insider.
As for that strange cigar shape, Loeb suspects there is a simple yet surprising explanation, though he emphasized his lack of a definitive answer.
"I am currently working on ideas for how to form a highly elongated shape for a rock through a natural process," Loeb said. "One path is through spin of molten rock droplets (lava) that form in collision of rocky planets (similar to the collision that produced the moon out of the Earth). Another is through instabilities in dust forming environments."





UFO reported over Austin in 1897

The first observations of some sort of airship with searchlights came from North and East Texas. 

Reports about an UFO over Texas, including Austin, ran in the Daily Statesman in April 1897.

 

Balloon? Airplane? UFO? What flew over Texas — including Austin — with searchlights in April 1897?
Bob Ward of the Travis County Historical Commission drew our attention to this airborne mystery. We’re not suggesting aliens, but the reports fit the definition of an “unidentified flying object.”
A headline in the April 18, 1897, Austin Daily Statesman shouted “Strange and Startling: A ‘What Is It?’ Serenely Sailing over the Blessed Long Star State.” Texans in Sherman, Fort Worth, Hillsboro, Marshall and Paris spotted unusual objects in the night sky. This was six years before the Wright Brothers took off from Kitty Hawk, N.C., and 50 years before an unexplained object crashed in Roswell, N.M.
On April 26, the Daily Statesman reported that airship had made another appearance, this time behind Mount Bonnell traveling north. “At least, three young men who were camping up on Bull Creek at Huddle’s Point say they saw it. Messrs. Geo. Powell, Ted Tobin and Jas. Caldewell went up the lake Saturday afternoon for a couple of days’ camp and pitched their tents. … About 3 a.m. it began to rain and the men were compelled to get up and fasten the tent. It was at this time they saw the mysterious aircraft. They claim it was in sight fully 15 minutes and are positive they could not be mistaken. At intervals of every few seconds, it would throw its searchlights, and the boys say the light looked as big as four ordinary arc lights.”
Of course, those interested in UFOs have not let the subject of the 1897 aircraft go. An April 15, 2016, story in the Fort Worth Star-Telegram reached back to revive the tale of an airship that crashed into a windmill, “killing a spaceman,” in the North Texas town of Aurora on April 17, 1897. (In other words, before the Austin sighting.)
The town recently celebrated the crash with an event called the Aurora Alien Encounter with talks and shuttle tours, including a stop at the cemetery where the alien nicknamed “Ned” was supposedly buried.


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