giovedì 17 maggio 2018

Nella casa gonfiabile come su Marte: al via la simulazione sul prototipo

 In tre per l'esperimento finanziato da Nasa e università del Nord Dakota che ha lo scopo di testare gli effetti di un habitat marziano per le future missioni umane sul Pianeta rosso e la Luna

Nella casa gonfiabile come su Marte: al via la simulazione sul prototipo
Nelio Nascimento nella casa gonfiabile della Mission 5
(foto: Spacesuitlab.blogspot.it)




SONO entrati ieri e vi resteranno dentro per 15 giorni, vivendo come se fossero su Marte: i tre membri della missione, finanziata dalla Nasa e l'università del Nord Dakota, dovranno testare il modulo abitativo gonfiabile disegnato dall'argentino Pablo De Leon, professore del dipartimento di studi spaziali dello stesso ateneo, per le future missioni umane sul Pianeta rosso e la Luna.

Nella casa gonfiabile come su Marte: al via la simulazione sul prototipo
L'equipaggio e i tecnici della Mission 5
(foto: Spacesuitlab.blogspot.it)


Impegnati in questo compito saranno Nelio Nascimento, ingegnere biomedico, e Prabhu Victor, studente di studi spaziali dell'università del Nord Dakota, e Michael Castro, volontario dalla Florida e ufficiale medico della missione. I tre usciranno dalla loro 'casa marziana' - molto simile a quella che si vede nella pellicola 'The Martian' - solo indossando la tuta spaziale necessaria per vivere nell'ambiente marziano e avranno il compito di realizzare diversi esperimenti medici per la Nasa."Tra questi bisognerà testare un nuovo apparecchio portatile wireless per fare gli elettroencefalogrammi - precisa De Leon - che può essere indossato sotto la tuta spaziale e dare in tempo reale i dati sull'attività cerebrale dell'astronauta. Un sistema che potrà avere molte applicazioni anche al di fuori dell'ambito spaziale". In questo caso la macchina verrà indossata mentre gli astronauti cammineranno all'esterno del modulo abitativo con indosso le tute spaziali, per vedere come cambiano le onde cerebrali con lo stress di dover fare attività impegnative fisicamente con la tuta. I tre membri della missione saranno impegnati anche in test psicologici e per mangiare avranno a disposizione una serra di piante, in modo da rendere più vari i loro menù.

"Le tute spaziali che useranno sono diverse da quelle impiegate dagli astronauti sulla Stazione spaziale, perché queste sono pensate per lavorare sulla superficie dei pianeti". Il prototipo di habitat marziano che verrà ora testato non è detto che sarà quello che si userà poi durante la missione, conclude De Leon, "perché ancora mancano diversi anni e potranno essere fatte modifiche a questo prototipo".


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Piante mutanti in aiuto dei coloni su Marte, la genetica per prevenire lo stress

Scienziati all’opera per arricchire i vegetali di antiossidanti

 

 Piante mutanti in aiuto dei coloni su Marte, la genetica per prevenire lo stressLe piante che saranno coltivate dagli astronauti sulla Luna e Marte non solo dovranno alimentarli, ma anche “curarli” in qualche modo, aiutandoli a ridurre lo stress prodotto dalla microgravità e l'isolamento. Per farlo saranno coltivate in modo da essere più “ricche” di prebiotici, antiossidanti e sali minerali. A spiegarlo è Alberto Battistelli, dell'Istituto di biologia agroambientale e forestale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in occasione del workshop sulla ricerca sui sistemi rigenerativi in corso a Roma.

 

"Per lo spazio andranno scelte piante adatte di bassa statura e molto produttive nel breve periodo", continua. Tutto questo lavorando con l'obiettivo di riciclare tutto il più possibile in un'ottica di sostenibilità. Il progetto Melissa è un esempio di economia circolare applicata allo spazio: si è riusciti infatti a produrre ossigeno, acqua e cibo attraverso il riciclaggio di anidride carbonica e rifiuti umani, urina compresa.

Facilitare l'esplorazione umana del Sistema Solare

"Le tecnologie applicate al progetto - commenta Christophe Lasseur, responsabile del progetto Melissa - mirano a facilitare l'esplorazione umana del Sistema Solare, ma possono essere utili anche sulla Terra". Prima di far arrivare l'uomo su Marte, il prossimo banco di prova importante, secondo Daniela Billi, astrobiologa dell'università Roma Tor Vergata, "sarà quello dei moduli orbitali lunari. Lì bisognerà vincere la sfida delle radiazioni e l'effetto della microgravità".

 

Astronomia: un flusso di vento solare investirà la Terra, in arrivo tempeste geomagnetiche

Un flusso di vento solare investirà la Terra, è stato prodotto da un buco coronale originatosi sul Sole

buco coronale vento solare

Secondo gli esperti del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) è possibile che si verifichino tempeste geomagnetiche polari il 17 Maggio, quando un flusso di vento solare investirà la Terra. Il flusso di particelle è stato prodotto da un buco coronale originatosi sulla nostra stella.
In considerazione di precedenti eventi simili, si ipotizza che la tempesta potrebbe essere di categoria G1 (in una scala che va da G1 a G5), con conseguenti aurore polari e possibili interruzioni nelle comunicazioni radio.
Un buco coronale è un’area nell’atmosfera del Sole dove il campo magnetico arretra e consente ai gas di sfuggire: si tratta di un vero e proprio “squarcio” che appare sulla superficie della nostra stella in media una o due volte al mese. Particolarmente rilevante l’estensione assunta nell’evento in corso.

Cina, prossimo obiettivo il lato invisibile della Luna

Un satellite sarà lanciato il 21 maggio

 Risultati immagini per lato nascosto della luna

 Un satellite cinese diretto alla Luna è pronto per essere lanciato il 21 maggio, dalla base di Xichang. Dal lato nascosto della Luna, il satellite Queqiao comunicherà con il rover che la Cina intende lanciare a fine anno e avrà lo scopo di esplorare l'universo neonato e buio, prima della nascita delle stelle. La notizia è resa nota dalla rivista Science sul suo sito. Il progetto di esplorare il cosmo con Queqiao si chiama Ncle (Netherlands-China Low-Frequency Explorer) e nasce dalla collaborazione fra Cina e Paesi Bassi.

A bordo del satellite, infatti ci sarà un ricevitore radio olandese che tenterà qualcosa di visionario: nel silenzioso ambiente lunare, ascolterà il cosmo a basse frequenze per cercare indizi sull''età buia' dell'universo quando, alcune centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang, le nubi di idrogeno stavano per generare le prime stelle.

La missione è una prova di principio, nel tentativo di portare la radio astronomia a basse frequenze nello spazio, perché l'atmosfera della Terra blocca alcune frequenze radio. Il sogno dei ricercatori, ha detto il responsabile scientifico del progetto Ncle, Heino Falcke, della Radboud University nei Paesi Bassi, è costruire un radiotelescopio a basse frequenze sulla Luna, sul modello del Lofar (Low Frequency Array), il grande radiotelescopio europeo, composto di 51 antenne collocate soprattutto nei Paesi Bassi.

Per 'vedere' l'era oscura che ha preceduto la nascita delle prime stelle, gli astronomi cercano il segnale debolissimo emesso dagli elettroni dell'idrogeno primordiale, che è difficilissimo da rivelare da Terra, perché si mescola al vortice del rumore radio proveniente da fonti terrestri. Il satellite Queqiao, programmato per raggiungere un punto oltre la Luna, offrirà un punto di 'ascolto' molto tranquillo, ma dovrà attendere che il rover Chang'e 4 raggiunga il bacino Polo Sud-Aitken, dove distenderà tre antenne in fibra di carbonio che gli permetteranno di comunicare con il satellite.

 

Fonte 

 

Commento di Oliviero Mannucci: Ho corretto il titolo di questo articolo da " Cina, prossimo obiettivo, il lato oscuro della Luna" in "Cina, prossimo obiettivo, il lato invisibile della Luna". Cari giornalisti, documentatevi prima di scrivere fesserie. La Luna non ha un lato oscuro perenne. 

What Disabled Missiles at Malmstrom Air Force Base?



Professor David Keith Admits Many Thousands will Die from Harvard Solar Geoengineering Program 2018



As if it Solar Geoengineering hasn't being going on for decades, this is why air pollution is now the biggest cause of death worldwide. http://climatechangeagenda.com/

TO SECRET ALIEN TECHNOLOGY | UFO DOCUMENTARY 2018 - Part 1.




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Something Big Is Happening In Hawaii 2018


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UFO SIGHTING: X-Shaped Anti-Gravity Aircraft - 02/06/2017


This UFO sighting was filmed on February 6, 2017 at around 5:30 PM (CST) over Edwards Air Force Base in California by UFO Seekers. What is it? Is it a UFO, secret military UFO, or a military drone. Whatever it is, it's using some type of anti-gravity propulsion. We didn't see any rotors, exhaust ports, and it made NO NOISE. It was ABSOLUTELY SILENT. At first we thought it was a flying stick or something carrying a person, until it turned sideways and we could see that it was x-shaped. The object can be seen flying through the sky at a low altitude. We thought it was a military perimeter surveillance drone watching us when we first caught sight of it and because of the way it acted in flight and the fact we were up against the Air Force restricted area fence on a mountain top. Did the object come out of the mountain? We were over 20 miles from major populated areas. This object could possibly be a secret military project that was being tested during the Super Bowl broadcast as the sighting literally occurred during the Super Bowl 2017. Perfect time to experiment! Website: http://www.ufoseekers.com Facebook: http://www.facebook.com/ufoseekers Twitter:

 

 

LONDON UFO CAPITAL London has three times more UFO sightings than any other UK town or city — with 336 incidents since 2001

Celebrity UFO believers include Robbie Williams, Shaun Ryder and Kim Wilde - who had a close encounter in her back garden in 2009.


LONDON is the UFO capital of the UK with THREE times more sightings than any other town or city.
New statistics show that 336 UFO incidents have been officially reported there since 2001 - with a host of celebs including David Bowie, Robbie Williams and Prince Philip among the believers.

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Manchester is the second with 110 close encounters while there were 79 in Birmingham and 56 in Liverpool.
North of the border Glasgow topped the list with 69 and Cardiff logged 35 reports.
Overall the UK is the third highest in the world for UFO sightings with 5,234 reports in the past 16 years.
The US has had the most sightings with 139,876 - the equivalent of one report every hour.





Canada is second with 5,780.

Mexico had 607 and India 574.
New York based journalist Cheryl Costa revealed the latest figures after reports flooded into the Mutual UFO Network - the world’s biggest civilian UFO group - and the National UFO Reporting Centre.
Many could be explained as aircraft misidentifications or natural phenomena but around five per cent remain unsolved and defy explanation.
She said: "Top investigators with MUFON tell me about 5 per cent of annual reported UFO sightings fall in this mysterious unknown category.
"Percentage wise that means nationally we have about 500 of these mysterious unknown events yearly, with an average of about 40 per month.
"That's a big deal.”


Top British UFO hunter Philip Mantle, former director of investigations for the British UFO Research Association, receives reports on a daily basis - some dating back decades.
Philip, 60, of Pontefract, West Yorks, said: “UFO reports in the UK have been coming in at a steady rate compared to other years.
“The peak in UFO sightings is usually at the end of autumn.
"Why this is no one knows.
“The witnesses to these events are usually encouraged to report an old UFO sighting when they see something else.
“I personally have received, this year, a mixture of old and new UFO reports.



“Most of the reports that have landed in my office have come from the north-east of England during February and March. Why these are, again, no one knows.
“The oldest report that I've personally received dates back to 1955 from Batley in West Yorkshire."
Cheryl reckons the best time to see a UFO is on a Saturday - by the seaside or a lake.
She added: “People ask me all the time how they can see UFOs, I tell them to turn off their phones and stop yakking.
“Five per cent of people filing a UFO report neglect to enter the city where it was seen.
Another thing we discovered is the vast amount of UFO sightings are around great lakes and sea coasts.


“Saturday is the top day of the week for sightings. And drugged and drunk people don’t fill out UFO reports."
Eastenders hardman Danny Dyer once made a documentary on BBC3 called 'Danny Dyer: I believe in UFOs' in which he referred to aliens as "that mob up there”.
Shaun Ryder, lead singer of the Happy Mondays, made his own documentary and wrote a book about UFOs called 'What Planet am I on?'.
He travelled around the UK, America and South America in his quest for the truth.

Source news

Gli alieni vivono in universi paralleli al nostro? La teoria del multiverso è in crisi

Ricercatori britannici e australiani, avvalendosi della più avanzata simulazione dell’Universo (EAGLE), hanno dimostrato che anche con un quantitativo di energia oscura superiore a quello del nostro Universo può nascere la vita. Di conseguenza, anche i potenziali universi paralleli potrebbero ospitare la vita, una teoria che mette in crisi il concetto di multiverso. 

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Qualora esistessero davvero universi paralleli al nostro, legati alla teoria del cosiddetto multiverso, è possibile che anch'essi abbiano condizioni favorevoli per ospitare la vita. Lo ha ipotizzato un team di fisici composto da studiosi di istituti britannici e australiani, tra i quali l'Università di Durham, l'Università di Sydney e l'Università Occidentale dell'Australia. La nuova teoria, plasmata grazie a complessi calcoli operati in seno al progetto EAGLE (Evolution and Assembly of GaLaxies and their Environments), la più approfondita simulazione attualmente disponibile dell'Universo, cozza tuttavia proprio contro quella che ha introdotto il concetto stesso di multiverso. Ma procediamo con ordine.

La teoria più accreditata sulla nascita della vita vede il nostro Universo come un fortunato vincitore della lotteria, che ha conquistato la giusta quantità di energia oscura in grado di consentire lo sviluppo e l'evoluzione degli organismi viventi (perlomeno sulla Terra). L'energia oscura rappresenta di gran lunga la porzione principale della massa dell'Universo, cioè circa il 70 percento, ed è la forza non direttamente rilevabile alla base dell'espansione accelerata universale. Troppa energia oscura, e il nostro Universo avrebbe accelerato talmente tanto da non permettere la formazione di galassie, stelle e pianeti. Di conseguenza, anche della vita. Ciò nonostante, l'energia oscura presente nel nostro Universo è di meno di quella che emerge dai calcoli sperimentali: dunque che fine ha fatto quella mancante? Per spiegarlo, gli scienziati hanno introdotto il concetto del multiverso. In parole semplici, l'energia oscura mancante sarebbe distribuita negli altri universi paralleli al nostro; c'è chi ne hai più, chi ne ha di meno. A noi è toccata la giusta quantità che ha permesso la vita.

Ora gli scienziati coordinati dal professor Jaime Salcido della Durham University, grazie al progetto EAGLE hanno dimostrato che il nostro Universo anche con molta più (o molta meno) energia oscura di quella calcolata avrebbe potuto permettere la vita. Di conseguenza, anche nei restanti universi paralleli al nostro essa sarebbe ancora possibile. In pratica, il nostro Universo non sarebbe così "speciale" dal punto di vista della quantità dell'energia oscura, e l'esistenza stessa del multiverso non è più indispensabile per spiegare l'esistenza della vita nel nostro.

La teoria del multiverso ha perduto così la sua stessa ragione d'essere, pur non venendo smentita. Per Salcido e colleghi essa non è più sufficiente per spiegare gli equilibri dell'energia oscura, tanto che potrebbe essere necessario introdurre una nuova legge della fisica. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati in due distinti studi (il primo e il secondo) sul The Monthly Notices della Royal Astronomical Society.

[Credit: Jamie Salcido/EAGLE Collaboration]

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"Alieni! Gli extraterrestri tra cinema e fumetto" | dal 26 maggio al 30 settembre | Spazio Fumetto Eventi a Milano „"Alieni! Gli extraterrestri tra cinema e fumetto": dal 26 maggio al 30 settembre in mostra allo Spazio Fumetto“

"Alieni! Gli extraterrestri tra cinema e fumetto" | dal 26 maggio al 30 settembre | Spazio Fumetto Eventi a Milano

Alieni! Gli extraterrestri tra cinema e fumetto - la mostra sugli alieni più celebri del fumetto, del cinema e della tv - sarà esposta allo Spazio Fumetto dal 26 maggio al 30 settembre.

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Il percorso espositivo presenta le diverse declinazioni assunte dagli extraterrestri nella cultura pop, dai primi romanzi di fantascienza di fine '800 fino alle più recenti creazioni al computer per l’industria cinematografica : "umanoidi o mostruosi, alti e lattiginosi o piccoli e verdi, buoni o cattivi", come scrivono gli organizzatori.
Albi rari, tavole originali, manifesti cinematografici, statue, ricostruzioni in 3D, maschere, gadget, libri d’epoca e filmati permetteranno di scoprire gli abitanti di mondi lontani, da Superman ad Alien, passando per Rebo (il protagonista del fumetto Saturno contro la Terra), Marvin (il pestifero marziano dei Looney Tunes), le magnifiche creature aliene di serie di successo come Flash Gordon, Star Trek, Star Wars, fino ai televisivi Mork, Roger e Alf, senza dimenticare gli alieni cinematografici più importanti, dal mostruoso Alien al tenero ET.
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Ufo sopra Lanzada, ci sono foto e molti testimoni

L'episodio è accaduto una decina di giorni fa

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Una bella immagine invernale di Lanzada

“Presto, esci dalla cucina e vieni a vedere: c’è un ufo nel cielo!”. Queste le parole, miscelate ad incredulità e batticuore, urlate da cinque operai dell’Enel, che stavano soggiornando presso l’hotel Mirage di Lanzada. Così, il proprietario, Michel Nana, 45 anni, si è tolto il grembiule ed è uscito all’esterno.

Ufo sopra Lanzada

Proprio lì di fronte, in alto nel cielo, c’era una sfera pulsante di luce bianca e blu che non emanava rumori. Poi si è mossa a zig zag e in un attimo si è diretta verso Chiesa facendo scattare un blackout in una parte del paese. Poi, lanciando scintille, è sparita alla velocità della luce. Stupiti ed increduli hanno denunciato il fatto ai Carabinieri. Tutto è successo in Valmalenco, una decina di giorni fa.

Testimoni

“Erano le 22.08 di giovedì e stavo risistemando la cucina del mio hotel – racconta Michel Nana -. Intanto i miei clienti dell’Enel, di Ascoli Piceno, erano sulla terrazza della hall e stavano fumando. All’improvviso, sono corsi in cucina a chiamarmi dicendo che c’era un ufo nel cielo”. Il proprietario è uscito e, anche lui, è rimasto incredulo con gli occhi sgranati verso l’alto.
La testimonianza completa potete trovarla su Centro Valle uscito sabato 12 maggio.

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giovedì 10 maggio 2018

Uber: nel 2020 i primi taxi volanti, accordo con la Nasa

Svelati a Los Angeles i prototipi dei droni, nati da un accordo con l'agenzia spaziale americana per sviluppare un nuovo sistema di trasporti aereo cittadino.

 
Uber sempre più proiettata verso il cielo con una flotta di taxi volanti pronta a decollare con i primi voli sperimentali già nel 2020. L’annuncio è stato dato durante la conferenza Elevate, il summit annuale di Uber a Los Angeles in cui la società ha annunciato una serie di novità. Svelati i prototipi dei nuovi droni, nati da un nuovo capitolo di collaborazione con la Nasa, dopo un accordo siglato lo scorso novembre. L'intesa - Space Act Agreement - prevede che Uber sviluppi un servizio di trasporti aereo in città, fornendo agli scienziati dell'agenzia spaziale americana i dati dei voli, dalla gestione dello spazio alla prevenzione di collisioni.

La flotta volante

Una rivoluzione dal sapore fantascientifico, che promette di trasformare il trasporto cittadino. I primi mezzi dovrebbero iniziare a compiere i primi voli tra due anni per poi diventare un servizio pronto per il pubblico nel 2023. Più che automobili, i prototipi svelati da Uber sono dei veri e propri droni: il nome tecnico è eVTOL (acronimo inglese per i veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticali). Sono al 100% elettrici e funzionano a decollo e atterraggio verticale. Uber non è l’unica azienda che presidia il settore: colossi come Airbus ma anche startup come la tedesca Volocopter sono coinvolti con investimenti importanti.

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Le Origini Extraterrestri dell'umanità: altre Prove a sostegno

 

La colonizzazione del pianeta terra da parte di civiltà aliene trova riscontro non solo nelle vestigia antiche lasciateci a testimoniare il loro passaggio quali le mura megalitiche, i manufatti, siti misteriosi sparsi per il mondo (Baalbek in Libano, Gobeklitepe in Turchia, Giza ecc…), ma anche nei testi sacri troviamo importanti riferimenti circa le origini “aliene” dell’umanità, a sostegno degli scavi e dei reperti archeologici.
 
RIFERIMENTI “ALIENI” NEI SACRI TESTI
“In quel tempo vi erano i giganti sulla terra e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini, le quali generavano loro dei figli. Sono essi quegli eroi famosi fin dai tempi antichi”. (Genesi, cap. 6 v. 4)
Chi erano questi giganti? E cosa si nasconde dietro la distinzione tra “figli di Dio” e “figli dell’uomo”? Gli eroi famosi fin dai tempi antichi non possono che essere delle creature con poteri eccezionali, dèi ancestrali che la storia classica ci ha tramandato attraverso le gesta dei miti della mitologia e della tragedia greca. 
Cosa intendevano gli antichi greci per “deus ex machina” il dio dalla macchina, era forse una divinità che scendeva da una macchina o da qualcosa di tecnologicamente avanzato? 
Se si analizza anche Ezechiele con i passi 43,4 si evince come tale profeta avesse fatto esperienza di un qualche tipo di contatto alieno. 
Infatti Ezechiele, Enoch ed Elia furono tra i primi uomini a vivere un esperienza a bordo di navi spaziali. 
Nelle Sacre Scritture, come in altri testi sacri, sono presenti numerosissime descrizioni di astronavi aliene fatte con le conoscenze dell’epoca, le quali sorprendono per la loro precisione descrittiva, tale che le descrizioni di tali astronavi sono perfettamente coincidenti con le astronavi aliene che vengono scientificamente documentate negli ultimi secoli. 
I primi a sostenere ufficialmente che le Sacre Scritture contenessero episodi UFO furono l’astronomo statunitense Morris Jessup e lo scienziato sovietico Matest Agrest. Ad esempio, le circostanze della distruzione di Sodoma e Gomorra richiamano alla mente un’esplosione nucleare come avrebbe potuto essere descritta da un osservatore vissuto in tempi antichi; in particolare, l’onda d’urto provocata dall’esplosione nucleare avrebbe spazzato i giacimenti di salgemma del Mar Morto e investito la moglie di Lot, trasformandola in una “statua di sale”. Inoltre è fin troppo evidente l’obbligo di non doversi girare per non guardare la luce dannosa dell’esplosione nucleare.
La Bibbia parla di patriarchi, come Enoch, che vengono rapiti in cielo da oggetti volanti misteriosi, e dell’apparizione ripetuta di uomini misteriosi al servizio di Dio che sono dotati di alta tecnologia, come dimostra l’episodio in cui questi uomini misteriosi colpiscono con raggi abbaglianti delle persone spregevoli che volevano entrare in casa di Lot. 
Nei libri apocrifi di Enoch, si parla di Enoch che viene portato nello spazio da astronavi ed incontra Angeli astronauti, che gli mostrano la terra vista dallo spazio, ed altri esseri “bianchi” simili ma non uguali agli uomini (presumibilmente gli alieni detti “Grigi”).
I veicoli UFO nelle Sacre Scritture sono descritti come: il carro di fuoco ed il turbine che rapiscono in cielo il profeta Elia, la gloria di Dio che appare nel deserto al patriarca Ezechiele, la misteriosa colonna di fuoco (che di giorno assomiglia ad una nube) che indica a Mosè e agli ebrei la via dell’esodo, l’astronave madre sigariforme al cui passaggio si aprono le acque del mar Rosso, ed il disco che indica la via ai re Magi alla nascita di Gesu Cristo, scambiato dai molti per la stella cometa, e ancora, centinaia di citazioni, tra cui serpenti piumati, perle, turbi, carri celesti e nuvole: tutti UFO descritti come meglio potevano persone di quei tempi.
Così Abramo vide di notte passare su un punto preciso due misteriosi veicoli che egli descrisse come una fiaccola ardente e un forno fumante, in pratica un classico UFO tubolare luminoso ed un ancor più classico disco volante luminoso con la famosa nebbiolina che lo circonda. 
Così il profeta Ezechiele sul fiume Kebar commentava un disco volante con le conoscenze dell’epoca: una nuvola con dentro una ruota con sopra una cupola e con sotto dei carrelli di atterraggio. Inoltre non bisogna dimenticare un vero e proprio cibo alieno: la manna.
Da antiche ricerche fatte sulla Bibbia vengono alla ribalta testimonianze di segnalazioni circa la presenza di extraterrestri sul nostro pianeta già ai tempi del vecchio testamento. La Bibbia non è l’unico testo a narrare della visita di questi visitatori, ci sono grandi opere storiche che raccontano di questi esseri. 
Un esempio lo si trova nelle credenze indù. Visnù uno dei tre grandi Dei indù era di origine celeste. Il Ramayama è una scrittura che narra di Rama una delle incarnazioni di Visnù ed è piena zeppa di testimonianze di astronavi mosse da forze sconosciute alla natura umana.
Qui di seguito, la descrizione di quello che sembra essere un moderno UFO: 
“Allo spuntare dell’alba, Rama prese il carro celeste… e si appresto alla partenza. Autopropulso era quel carro …immenso e finemente dipinto. Esso si levava nell’aria ed emise un forte rumore melodioso“. 
 
Un altro pezzo cita:
 
“Il carro…che assomoglia al sole …fu portato dal possente Ravan, quell’eccellente carro aereo, che va ovunque si voglia è pronto per te. Esso assomiglia a una nube risplendente in cielo…“. 
 
Il trimillenario poema Mahabharata scritto in sanscrito fa allusioni precise al fenomeno UFO: “Un missile fiammeggiante…che emise una luminosità di un fuoco senza fumo...” Il missile ruota, irraggia luce, è azionato da un congegno riflettente circolare e lascia una scia di calore incandescente. 
Antichi libri tibetani parlano di oggetti volanti che emettevano un bagliore e che venivano usati da persone di un certo grado religioso. 
Tornando ai riferimenti nella Bibbia negli Ebrei 1:2 si legge: “(DIO) ci ha in questi giorni parlato mediante il suo Figliuolo, che ha designato erede di tutte le cose, con le quali ha inoltre fatto tutti i mondi“(1). E’chiaro che non si parla di un solo mondo. 
Negli Ebrei 11:3 “Per mezzo della fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio, così che le cose che si vedono non furono fatte di cose visibili“. 
Il Vangelo di Giovanni 14:2 riporta: “Nella casa di mio Padre ci sono molte dimore, se cosi’ non fosse ve l’avrei detto. Io vado a preparare il posto per voi“. 
Non è logico pensare che Cristo fosse l’unico abitante del suo mondo. 
In Giovanni 8:23 si trova: “Egli replicò, Voi siete di quaggiù, io sono di lassù. Voi siete di questo mondo, Io non sono di questo mondo“. 
Da questo si evince che noi siamo di questo mondo, mentre Egli era nato su questo mondo, ma non era di questo. E’ un punto che indica come un essere di un mondo più evoluto si sia offerto come volontario per nascere qui sulla Terra, questo con l’unico scopo di guidare ed aiutare l’umanità nella sua evoluzione spirituale.
LA “SCOMODA SCOPERTA” DI UN PADRE SALESIANO: CARLO CRESPI
La storia di Padre Crespi è una delle più enigmatiche mai raccontate: una civiltà sconosciuta, manufatti incredibili, enormi quantità d’oro, simboli appartenenti ad una lingua sconosciuta e strane rappresentazioni che collegano l’America Precolombiana agli antichi Sumeri. La cronaca degli eventi, e il modo in cui sono stati trattati, secondo molti rivela ancora una volta una cospirazione per nascondere la verità sulla storia dell’umanità.
Padre Carlo Crespi nacque a Legnano (Milano) nel 1891 e morì nel 1982. E’ stato un prete missionario salesiano che ha vissuto nella piccola città di Cuenca, in Ecuador, per più di 50 anni, dedicando la sua vita al culto e alle opere di carità. Il religioso era una persona dai molti talenti: è stato educatore, botanico, antropologo, musicista, ma soprattutto un grande umanista.
Nel 1927, la sua vocazione missionaria lo ha portato a vivere fianco a fianco con gli indigeni ecuadoregni, facendosi carico degli indigeni e conquistandosi il rispetto della tribù dei Jibaro, i quali cominciarono a considerarlo come un vero amico.
Come segno di riconoscenza, nel corso dei decenni gli indigeni hanno donato a Padre Crespi centinaia di manufatti archeologici risalenti ad un’epoca sconosciuta, spiegando che si trattava di oggetti trovati in un tunnel sotterraneo che si trovava nella giungla dell’Ecuador. Molti di essi erano in oro, intagliati con geroglifici di una lingua sconosciuta e che ancora oggi nessuno è stato in grado di decifrare.
Gli oggetti erano stati recuperati dagli indios in una caverna molto profonda, detta in spagnolo Cueva de los Tayos, posizionata nella regione amazzonica conosciuta come Morona Santiago. La grotta, che si trova a circa 800 metri sul livello del mare, fu chiamata Tayos a causa dei caratteristici uccelli quasi ciechi che vivono nelle sue profondità.
Essendo un uomo di cultura, Padre Crespi presto si rese conto che gli straordinari manufatti presentavano inquietanti analogie con l’iconografia delle antiche civiltà mesopotamiche, suggerendo un qualche collegamento tra culture sviluppatesi su versati opposti del pianeta. Crespi era convinto che le lamine e le placche d’oro a lui donate, e da lui studiate, indicassero senza ombra di dubbio che il mondo antico medio-orientale antecedente al diluvio universale fosse in contatto con le civiltà che si erano sviluppate nel Nuovo Mondo, già presenti in America a partire da sessanta millenni fa.
Secondo Padre Crespi, gli arcaici segni geroglifici che erano stati incisi, o forse pressati con degli stampi, non erano altro che la lingua madre dell’umanità, l’idioma che si parlava prima del diluvio universale. Nella sua ingenuità di uomo di fede e di cultura, il religioso non si rese conto che le sue idee mettevano fortemente in discussione le teorie consolidate dell’archeologia convenzionale (ufficiale).
Visto che i manufatti donatigli avevano formato una collezione di oggetti davvero numerosa, nel 1960 Crespi chiese e ottenne dal Vaticano l’autorizzazione per creare un museo nella missione salesiana di Cuenca.
Quello di Cuenca è stato il più grande museo che sia mai stato creato in Ecuador, almeno fino al 1962, quando un misterioso incendio distrusse completamente la struttura, e la maggior parte dei reperti fu perduta per sempre. Tuttavia, Crespi pare sia riuscito a salvare alcuni pezzi nascondendoli in un luogo a lui solo noto.
Nel 1969, Juan Moricz, un ricercatore ungherese naturalizzato argentino, esplorò a fondo la caverna, trovando molte lamine d’oro che riportavano delle incisioni arcaiche simili a geroglifici, statue antiche di stile mediorientale, e altri numerosi oggetti d’oro, argento e bronzo: scettri, elmi, dischi, placche. Fu Crespi ad indicare a Moricz come entrare nella caverna e come trovare la giusta via nel labirinto senza fondo situato nelle sue profondità.
Nel 1972, fu lo scrittore svedese Erik Von Daniken a diffondere la notizia del ritrovamento del ricercatore ungherese. Quando la notizia dello strano ritrovamento di Moricz si sparse nel mondo, molti studiosi decisero di esplorare la caverna con spedizioni private.
Una delle prime e più ardite spedizioni fu quella condotta nel 1976 dal ricercatore scozzese Stanley Hall alla quale partecipò l’astronauta statunitense Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede nella Luna, il 21 luglio 1969. Si narra che l’astronauta riferì che i tre giorni nei quali rimase all’interno della grotta furono ancora più significativi del suo leggendario viaggio sulla Luna.
Secondo Crespi la maggioranza dei reperti che gli indigeni gli consegnavano provenivano da una grande piramide sotterranea, situata in una località segreta. Il religioso italiano, per paura di saccheggi, ordinò agli indigeni di coprire interamente di terra detta piramide, in modo che nessuno potesse mai più trovarla.
Su molte placche e lamine d’oro erano ricorrenti vari segni: il sole, la piramide, il serpente, l’elefante. In particolare la placca dove venne incisa una piramide con un sole nella sua sommità venne interpretata dallo studioso Baraldi come una gigantesca eruzione vulcanica che avvenne in epoche remote.
Quando Carlo Crespi morì, nell’aprile del 1982, la sua fantasmagorica collezione d’arte antidiluviana fu sigillata per sempre, e nessuno poté mai più ammirarla. 
Vi sono molte voci sulla sorte dei preziosissimi reperti raccolti pazientemente dal religioso milanese. Secondo alcuni furono semplicemente inviati in segreto a Roma, e giacerebbero ancora adesso in qualche caveau del Vaticano.
Molti archeologi convenzionali hanno accusato Padre Crespi di essere un impostore o semplicemente un visionario, il quale ha spacciato come autentiche delle lamine d’oro che erano semplicemente dei falsi o delle copie di manufatti medio-orientali. Ma a prescindere dalle accuse dell’establishment archeologico, restano le fotografie e le numerose testimonianze di molti studiosi a prova della loro veridicità. Che qualcuno abbia voluto occultare i fantastici pezzi archeologici collezionati e studiati dal religioso milanese? Ma perché? Eppure, come hanno dimostrato gli studi di Richard Cassaro, i paralleli tra le culture mesopotamiche e quelle precolombiane sono palesemente evidenti.
Perchè gli archeologi di epoca vittoriana ritenevano pacifica l’esistenza di una cultura madre antecedente che avrebbe poi generato culture figlie con lo stesso sistema iconografico, simbolico e religioso? E perchè oggi questa ipotesi è avversata ferocemente da archeologi militanti che negano a tutti i costi questa possibilità? Perchè non ricercare pacificamente? Quale valenza avrebbe per l’umanità sapere che discendiamo da un unica, avanzata civiltà globale antidiluviana?
UFO DALL’INDIA?
Una incredibile scoperta è avvenuta in India riguardante pitture rupestri di 10 mila anni fa con rappresentati UFO e alieni. Il dipartimento di archeologia dello stato indiano del Chhattisgarh ha deciso di ricorrere all’aiuto delle agenzie aerospaziali statunitensi e indiane, per determinare la natura delle immagini scoperte in una regione tribale di Bastar.
La più sorprendente di queste scoperte è quella che gli scienziati hanno trovato in una grotta alcune pitture rupestri di UFO e extraterrestri che assomigliano molto agli alieni che vediamo spesso nei film oppure nella cultura popolare. Questo potrebbe significare che gli esseri umani dei tempi antichi hanno visto esseri venuti da altri pianeti. 
Leggende delle tribù locali, raccontano di oggetti volanti che sequestravano due o tre persone che non hanno fatto più ritorno a casa. Questo coincide con alcune teorie che suggeriscono contatti tra gli esseri umani preistorici e una civiltà aliena avanzata.
L’immaginazione umana è molto sviluppata, dicono gli archeologi locali, ma la forte somiglianza di queste pitture rupestri con le immagini dei film moderni è quantomeno rara e merita indagini dettagliate.
LA GRANDE MENZOGNA SULLE ORIGINI DELL’UMANITA’
“La storia dell’umanità su questo pianeta è la più grande menzogna mai raccontata e scritta. Non vedo l’ora che la verità venga esposta e che i falsi libri di storia vengano bruciati! I mass-media sono complici di un insabbiamento di proporzioni epiche”.
L’antropologo, Dott. Semir Osmanagich, fondatore del Parco Archeologico Bosniaco, il sito archeologico più attivo del mondo, dichiara che le prove scientifiche, ‘inconfutabili’, venute alla luce, sull’esistenza di antiche civiltà con tecnologia avanzata, non ci lasciano altra scelta se non quella di riscrivere la nostra storia, la storia dell’Umanità Terrestre. Un attento esame, su l’età di alcune strutture, rivela definitivamente che sono state costruite da civiltà avanzate di oltre 29.000 anni fa.
“Riconoscere che siamo testimoni di prove fondamentali dell’esistenza di antiche civiltà avanzate risalenti a oltre 29 mila anni fa, e facendo un attento esame delle loro strutture sociali, costringe il mondo a riconsiderare totalmente la sua comprensione sullo sviluppo della civiltà attuale e della sua storia”, spiega il Dott. Semir Osmanagich. “I dati conclusivi del 2008 riguardanti il sito della Piramide Bosniaca, e confermati quest’anno da diversi laboratori indipendenti che hanno condotto test al carbonio radiofonico, hanno rilevato che il sito risale a più o meno 29.400 anni fa, minimo”.
La datazione delle prove al radiocarbonio è stata fatta dal RadioCarbon Lab di Kiev, in Ucraina, su materiale organico presente nel sito bosniaco della Piramide. Il fisico Dr. Anna Pazdur dell’Università polacca di Slesia, ha annunciato la notizia in una conferenza stampa a Sarajevo nell’agosto del 2008. Il professore di Archeologia Classica presso l’Università di Alessandria, Dott. Mona Haggag, ha descritto questa scoperta come “scrivere nuove pagine della storia europea e mondiale”. La data di 29.000 anni del Parco Archeologico Bosniaco, è stata ottenuta da un pezzo di materiale organico recuperato da uno strato di argilla che si trovava all’interno dell’involucro esterno alla piramide. Ne consegue una data campione ottenuta, durante la stagione 2012, dai test fatti su materiale che si trova sopra il calcestruzzo, di 24,8 mila anni, il che significa che questa struttura ha un profilo di costruzione che risale a quasi 30 mila anni.
“I popoli antichi che hanno costruito queste piramidi conoscevano i segreti della frequenza e dell’energia. Hanno usato queste risorse naturali per sviluppare tecnologie, e per intraprendere la costruzione di scale che non abbiamo visto in nessun altro posto della terra”, ha detto il dottor Osmanagich. “Le prove dimostrano chiaramente che le piramidi furono costruite allineandole con la griglia energetica della Terra, ed erano come macchine che fornivano energia al potere della guarigione”.
Studiosi di storia antica negli Stati Uniti, hanno notizie altrettanto sorprendenti su qualcosa trovato negli angoli più lontani del globo. 
Per esempio la scoperta di Rockwall al di fuori di Dallas, Texas, è solo un esempio di come stiamo riesaminando antichi misteri che rivelano molto sul nostro passato. 
Il sito Texano è un complesso e poderoso muro di dieci miglia di diametro costruito oltre 20.000 anni fa e coperto dal suolo sette piani sotto terra. 
La domanda è: da chi è stata costruita questa struttura e per quale scopo e, soprattutto, la conoscenza data da queste civiltà del passato, in che modo può aiutarci a comprendere il nostro futuro?
Nuove tracce rivelate o antiche civiltà ri-scoperte hanno acceso una innata curiosità per le origini umane, come risulta dalla recente copertura nei media mainstream.
Scienziati lungimiranti continuano a perseguire la conoscenza del nostro passato che è utile per determinare un futuro migliore. Il rinomato autore Michal Cremo, nel suo libro Forbidden Archeology, teorizza che la conoscenza dell’avanzato Homo-sapiens è stata soppressa o ignorata dalla comunità scientifica perché contraddice le attuali opinioni sulle origini umane che non vanno d’accordo con il paradigma dominante. Sospetto piu’ che fondato…
 
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