giovedì 18 gennaio 2018

Flotta di velivoli Anti-gravità TR-3B incontrano gli UFO nei cieli del Brasile

Una flotta di velivoli Anti Gravità TR3B è stata filmata in Brasile insieme ad alcuni velivoli alieni. Come molti sanno, il TR-3B è un velivolo triangolare che sfrutta la propulsione ad antigravità, e può essere alimentato da un piccolo reattore nucleare che fornisce l’energia al MFD o Magnetic Field Switch che genera interruzione della gravità. Questo velivolo sembra essere stato costruito con la nuova tecnologia aerospaziale progettata e creata dal CMITF (Complesso di tecnologia militare e industriale aerospaziale americano) che ha le sue radici nell’AREA 51 dei Black Project.
Infatti questo velivolo fino a poco tempo era un esperimento Top Secret sviluppato e creato nell’ambito del Progetto Aurora in collaborazione con lo SDI (Strategic Defense Initiative) e sponsorizzato con un budget di fondi cosidetti “neri”. 
Il seguente documento è la traduzione della descrizione di questo manufatto che Edgar Rothschild Fouche vide in Nevada nel 1998.
Il Sig. Fouche ha lavorato a Programmi governativi nel settore della difesa negli ultimi 30 anni, tra cui l’Area 51 a  Groom Lake e la Air Force Base di Nellis per diversi anni, aveva un nulla osta anche in progetti Ultra Top Secret.
Fouche descrive il sistema di propulsione TR-3B come segue: “Un anello acceleratore circolare riempito di plasma chiamato Magnetic Field Disrupter (MFD o Magnetic Field Switch) circonda la cabina di pilotaggio dell’equipaggio, è molto al di là di qualsiasi tecnologia immaginabile … Il plasma, a base di mercurio, viene pressurizzato a 250.000 atmosfere ad una temperatura di 150 gradi Kelvin e accelerato a 50.000 giri al minuto per generare un plasma superconduttore con il risultato dell’interruzione della forza di gravità.



Risultati immagini per TR3B Patent
Navicella spaziale triangolare – Brevetto US 20060145019 A1 Veicolo spaziale avente uno scafo triangolare con cariche elettrostatiche rotanti, disposti in linea verticale di ciascun angolo che producono un campo elettrico orizzontale parallelamente ai lati dello scafo. Questo campo, interagendo con un’onda piana emessa dalle antenne sul lato dello scafo, genera una forza per volume che combina una propulsione ad ascensore.

Il  Magnetic Field Disrupter genera un vortice di campo magnetico, che interrompe o neutralizza gli effetti della gravità su qualsiasi massa che si trova nelle vicinanze, in una percentuale dell’89%. Ciò significa che la forza “G” è ridotta dell’89%. L’MFD che possiede il TR-3B fa sì che il veicolo sia estremamente leggero e possa effettuare manovre che nessun altro aereo potrebbe effettuare. Le mie fonti dicono che le possibilità sono limitate solo dalla resistenza fisica dei piloti umani. Il che è molto, considerando la riduzione dell’89% della massa, anche le forze G sono ridotte dell’89%. L’equipaggio del TR-3B potrebbe supportare comodamente fino a 40G … ridotto dell’89%, gli occupanti si sentirebbero solo 4.2G.”
Immagine correlata
Dopo anni e anni di battaglie da parte della comunità internazionale di ufologi e del Disclosure Project, fu scoperto un anno fa il brevetto di questo velivolo (TR-3B) del Programma Spaziale Segreto,  che mostra appunto la navicella triangolare. La ricerca conferma che l’inventore, John St. Clair, ha inoltre sviluppato e brevettato un nuovo tipo di sistema di propulsione. Questo nuovo sistema è chiamato “rotating electrostatic propulsion system” – sistema di propulsione a rotazione elettrostatica. Di seguito link dove sono disponibili i brevetti del TR-3B e del sistema di propulsione elettrostatico.

 
https://www.google.com/patents/US20060145019?pageId=111028569981762970673

Il sottosuolo di Marte è ricco di ghiaccio

Nuovi indizi sulla composizione di Marte: dal suo sottosuolo sono venuti alla luce, grazie all'erosione del terreno, 8 depositi di ghiaccio d'acqua.

 http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2018/01/Depositi-di-ghiaccio-su-Marte-640x375.jpg


Si tratta di veri e propri blocchi di ghiaccio permanente, che potrebbero essere delle preziose riserve di acqua in vista delle future missioni umane. La presenza di ghiaccio d'acqua a latitudini medie fa pensare che questo sia più comune del previsto su Marte, come emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science e condotta dal gruppo del Servizio Geologico degli Stati Uniti (Usgs) coordinato da Colin Dundas.
Le osservazioni, fatte attraverso due strumenti della missione americana Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), hanno permesso di osservare in 8 siti la presenza di ghiaccio alla profondità di 2 metri. "L'erosione ha portato alla luce gli strati del suolo che si trovano più in profondità, osservando in un caso anche un deposito di ghiaccio dello spessore di 100 metri", ha osservato Filippo Giacomo Carrozzo, dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).
"Nel 2012 con la missione europea Mars Express avevamo osservato un sottile strato di ghiaccio a basse latitudini, che pensavamo fosse stagionale. Qui si va oltre - rileva - e si può ipotizzare che questo ghiaccio sia lì da molto tempo, e si tratti di un blocco permanente nel sottosuolo". Tra l'altro anche il suo colore è inequivocabile: brillante, bianco e blu.
Risultati come questo sono fondamentali per due motivi: innanzitutto siti del genere "possono essere una riserva di ossigeno da respirare, e di acqua e carburante per gli astronauti che saranno impegnati nelle future missioni umane su Marte", rileva Carrozzo; in secondo luogo è che i siti in cui si trovano i depositi di ghiaccio potranno essere obiettivi sui quali mandare il rover europeo della missione Exomars 2020, che grazie a un trapano italiano destinato a perforare il suolo marziano fino a 2 metri di profondità.
L'ultimo dato che si può trarre da questo studio è che probabilmente il ghiaccio nel sottosuolo di Marte è molto più diffuso del previsto. Di sicuro - conclude - c'è ai poli, ma l'osservazione alle basse e medie latitudini fa pensare che il ghiaccio d'acqua sia presente in tutto il pianeta".

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: Chi segue questo blog sa quante volte ho invitato i ricercatori a scavare sotto la superficie di Marte. Non solo è ricco di ghiaccio e di acqua liquida, ma vi sono forme di vita complesse.

Nasa Future Space News of 2018


Aliens Are Hiding a Secret Base on Mars' Moon Phobos, Buzz Aldrin Suggests

There's an awful lot we still don't know about Phobos, one of the two moons in Mars' orbit, and images from NASA's Mars Global Surveyor have only piqued our interest. 

 https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e7/EdwinAldrin_big.jpg








One image in particular, showing what appears to be an artificial, inorganic white box-shaped structure surrounded by dirt on all sides, has alien enthusiasts salivating with theories"We should visit the moons of Mars," astronaut Buzz Aldrin told C-SPAN after the photos were first made public. "There's a monolith there—a very unusual structure on this little potato-shaped object that goes around Mars once every seven hours. When people find out about that they are going to say, 'Who put that there?' Aldrin's questions only further fueled the speculation of stargazing truth-seekers.Website UFOSightingsDaily offered what they consider to be evidence that the moon is not natural: "Evidence Phobos is artificial: 1st: Phobos is at such a low orbit to Mars it should crash, but its doesn't. 2nd: Phobos changes speed, it accelerates and slows down…impossible unless it has its own propulsion."While we're keen to nurture speculation and crowd-sourced evidence, this theory just isn't up to snuff. That's because in order for a secret alien base to exist on Phobos, the beings would require the ability to withstand up to 10,000 volts of electricity. Because they have no atmosphere, the moons of Mars are exposed to solar winds- electrically-charged gas that comes from the surface of the sun at about one million miles per hour. These winds hitting the surface of Phobos and Deimos means that the moons become giant conductors of electricity, holding charges of up to 10,000 voltsWhen that solar wind strikes the side of Phobos that exists in daytime, the surface absorbs plasma, creating a void on the opposite nighttime side that the plasma flow cannot enter. Nonetheless, the ion and electron rich wind creates a strong electric field.This means that any potential alien base on mars would require the technology to withstand the build up of significant electric charges-not impossible, but incredibly unlikely.That isn't stopping NASA from building advanced tools for future missions to Mars' moons, though. In a collaboration with the Japan Aerospace Exploration Agency, NASA is making plans to send a spacecraft to fly by Phobos and Deimos, where it'll then land on the surface of Phobos and send some moon rock and dust samples back to Earth by 2029.

Source

GLI UFO E IL BLACKOUT DEL 1965 SULLA COSTA ORIENTALE

Nel novembre del 1965, la costa orientale degli Stati Uniti fu colpita da un misterioso blackout elettrico. Milioni di persone rimasero al buio per la maggior parte della notte. Dietro le quinte, in un impianto militare segreto, la nazione si trovò sull’orlo di un conflitto nucleare e, in caso ciò non fosse abbastanza emozionante, in tutto il paese si registrarono rapporti di sorvoli di UFO…

 


Manhattan (New York City) durante il blackout avvenuto nella notte del 9 novembre 1965

di David E. Wolin


Emergenza a Mount Weather

    Il 1° dicembre 1974, un Boeing 727 della TWA si schiantò sul nebbioso versante di un monte della Virginia, causando la morte di 92 passeggeri. I giornalisti giunti sul luogo del disastro notarono nelle vicinanze un impianto militare ad alto livello di sicurezza, ed iniziarono ad indagare sulla sua funzione. Il Washington Post (2 dicembre) stabilì che la base segreta era nota con il nome di Mount Weather. Un portavoce militare, pur ammettendo l’esistenza della base, “declinò di commentarne le funzioni, nonché di dire quante persone vi lavorassero o da quanto tempo fosse in attività”.
    
Nel corso degli anni su Mount Weather cominciarono ad emergere gradualmente dei dettagli. La base vista dai giornalisti è situata su 434 acri di terra, tuttavia questa è letteralmente solo la punta dell’iceberg. Sepolta in profondità nel fianco della montagna vi è un’imponente fortezza nascosta, adibita ad ospitare il presidente ed altri funzionari governativi di alto livello in caso di guerra nucleare o di qualche evento catastrofico di ampia portata. Il bunker sotterraneo contiene la maggior parte degli elementi essenziali per la sopravvivenza, fra cui acqua, un impianto di trattamento dei liquami e generatori elettrici; l’insediamento è stato descritto come una città sotterranea dotata di un lago artificiale, di ospedali, edifici destinati ad uffici, strade, marciapiedi, studi di produzione radiofonica e televisiva, imponenti reti di computer e persino di un forno crematorio. Si dice che in caso di necessità sia in grado di ospitare varie migliaia di persone, la cui identità è ovviamente Top Secret.
    Il personale militare di Mount Weather aveva la responsabilità di monitorare una serie di dispositivi sparsi in tutto il Nordamerica, adibiti ad individuare riscontri di esplosioni nucleari. In caso di attacco nucleare, i monitor avrebbero trasmesso attraverso una linea telegrafica un segnale a varie località con personale in servizio.
    Il 9 novembre 1965, gli “allarmi bomba” iniziarono a inviare inquietanti informazioni a Mount Weather. Ventuno stazioni di monitoraggio nucleare erano andate misteriosamente fuori servizio, mentre il pannello di controllo lampeggiava di luci gialle. Ancor più inquietante era il fatto che i sensori situati a Salt Lake City, Utah, e a Charlotte, North Carolina, lampeggiavano tutti di rosso, ad indicare che si erano effettivamente verificate delle esplosioni nucleari. In concomitanza con questi eventi gran parte della costa orientale, inclusa New York, fu interessata da un blackout elettrico che lasciò 30 milioni di persone senza elettricità per circa 13 ore.
    Il colonnello J. Leo Bourassa era responsabile di Mount Weather sin dall’epoca della sua realizzazione, alla fine degli anni ‘50. Il sito Top Secret rientrava ufficialmente sotto il controllo dell’Office of Emergency Preparedness, che in seguito sarebbe diventato la FEMA, ovvero l’ente federale preposto alla protezione civile. La FEMA è responsabile della gestione dei disastri naturali quali uragani e terremoti, ed ha avuto anche la responsabilità della gestione della situazione conseguente agli attacchi dell’11 settembre. A parte il coordinamento degli interventi governativi per far fronte a questo genere di eventi, la FEMA è anche incaricata di garantire che il governo possa mantenere la propria operatività durante una catastrofe.
    Dal profondo della fortezza segreta Bourassa, comprensibilmente, si convinse che il paese fosse oggetto di un attacco nucleare sovietico e decretò per l’impianto di Mount Weather lo stato di massima allerta; Bourassa aveva intrapreso le prime procedure di preparazione per il coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto  nucleare totale. Fortunatamente gli altri settori dell’apparato militare determinarono ben presto la reale natura degli allarmi e, a quanto pare, non vi fu alcuna attivazione dei sistemi d’arma nucleari. La questione si risolse da sé in breve tempo, tuttavia molti la considerano ancora un rischio scampato per miracolo.
    Se gli allarmi nucleari furono innescati dal blackout, resta comunque il quesito: quale fu la causa del blackout stesso?



Sopra: ritaglio di giornale e una foto scattata a New York City la notte del blackout


Luci al largo della costa orientale

    Si ritiene che il blackout sia stato provocato da un’imponente sovratensione di energia scaturita da una centrale elettrica nei pressi delle cascate del Niagara. Le varie aziende elettriche sono tutte collegate in una rete; di conseguenza, quando il primo impianto andò in sovraccarico, la sovratensione transitoria si trasferì lungo le linee, disattivando una centrale elettrica dopo l’altra, sino a quando la maggior parte della costa orientale non rimase senza energia. I funzionari delle aziende elettriche furono incalzati con insistenza affinché spiegassero esattamente il motivo del fenomeno.
    Lo furono ancor di più in merito alle misteriosi luci e “sfere di fuoco” che volteggiavano sopra gli impianti. All’epoca i resoconti dei giornali posero il quesito se ci potesse essere un collegamento fra l’improvvisa sovratensione ed una serie di avvistamenti nei pressi delle centrali elettriche prima, durante e dopo il blackout.
    Il Niagara River scorre fra il Lago Erie e il Lago Ontario e funge da confine naturale fra Stati Uniti e Canada. Lungo il proprio percorso di 35 miglia il possente corso d’acqua ospita le Cascate del Niagara; in realtà si tratta di un gruppo di cascate, le due più grandi delle quali sono diventate una delle più popolari attrazioni turistiche del Nordamerica.
    Un’ampia porzione delle acque che scorrono a monte delle cascate viene deviata alle centrali elettriche da entrambi i lati del confine, le quali a loro volta producono una rilevante quantità di energia elettrica per la costa orientale. La centrale elettrica Sir Adam Beck, sulla sponda canadese del fiume, fu ritenuta l’origine della sovratensione.
    In virtù del numero di avvistamenti avvenuti in zona, l’area circostante le cascate del Niagara divenne nota come cosiddetto “punto caldo UFO”. Il 22 settembre 1965, poco tempo dopo il blackout, il Niagara Falls Gazette pubblicò un rapporto su una dozzina di persone che avevano visto degli UFO volteggiare sugli impianti del fiume Niagara e nei pressi delle cascate:
“Gli oggetti, luci brillanti che mutavano colore, si trovavano al di sotto della coltre di nubi e rimasero a quota alquanto bassa nel corso di quasi tutto il periodo di osservazione. Gli osservatori hanno affermato che non si trattava di elicotteri, né di aerei convenzionali. A un certo punto, verso le ore 20.00, i due oggetti, che in precedenza erano stati visti tenersi a distanza, si avvicinarono seguendo una rotta di collisione sino a ‘incontrarsi’, per poi dirigersi assieme verso Buffalo.”
    Il pomeriggio del 9 novembre, in Ohio, due piloti riferirono via radio di vedere due oggetti risplendenti a forma di disco, inseguiti da jet militari. Gli UFO acquistarono velocità e volarono via, facendo mangiare la polvere ai militari. Un’ora più tardi iniziarono gli avvistamenti delle cascate del Niagara e poco dopo cominciò a mancare l’energia elettrica. Molti riferirono della presenza di luci brillanti in cielo ed un pilota che si dirigeva verso il Niagara Falls Airport riferì di vedere “un bizzarro oggetto” che si librava sulla centrale di Niagara Falls.
    La sovratensione scese lungo la linea verso Syracuse, stato di New York, ed altrettanto fecero i rapporti di luci nel cielo. Quando l’energia venne a mancare, a Syracuse centinaia di testimoni riferirono di vedere una serie di “sfere di fuoco” che stazionavano al di sopra delle linee elettriche. Le luci fiammeggianti furono viste per diverse ore e fotografate da un prete locale, William Stillwell, che le ha così descritte:
“Il centro ruotava vorticosamente su sé stesso. Proveniva dalla direzione di DeWitt [New York], schizzò via in diagonale e quindi fece ritorno verso il punto di provenienza.”
    Nel giro di alcuni minuti il blackout si estese a New York ed al resto della costa orientale. Vi furono vari rapporti di luci nel cielo sopra New York ed un reporter della rivista Time scattò una foto di quello che molti ritennero fosse un UFO che si librava sulla città oscurata.    I media si gettarono a capofitto sulla connessione UFO. Vi furono numerosi servizi sulle misteriose sfere di fuoco e molti editoriali richiedevano un’indagine governativa. L’Indianapolis Star fu enfatico:
“La risposta è alquanto ovvia: oggetti volanti non identificati! Si tratta di un aspetto che l’indagine a tutto campo non dovrebbe trascurare.”
Anche le principali reti televisive si interessarono della questione. Su Nightly News della NBC milioni di spettatori videro tirato in ballo l’argomento dell’avvistamento di UFO nelle località interessate dal blackout.
    Infine venne avanzata una spiegazione ufficiale del blackout. A quanto pareva una parte secondaria delle attrezzature non aveva funzionato a dovere e non era riuscita a bloccare l’ingente sovratensione transitoria. Questa spiegazione sembrò appianare, almeno in parte, la controversia; quello che tuttavia restava ancora da spiegare era l’origine del misterioso sovraccarico.
    Quando il blackout colpì, il noto attore di Hollywood Stuart Whitman era bloccato al dodicesimo piano di un hotel di Manhattan. Dichiarò di aver visto due UFO luminosi librarsi al di fuori della sua finestra, i quali gli trasmisero un messaggio:
“Mi hanno detto che i responsabili del blackout erano loro — gli esseri intelligenti dietro gli UFO. Avevano intrapreso tale iniziativa per dimostrare al popolo della Terra di essere reali, e capaci di imprese fenomenali… Mi hanno detto di essere preoccupati dallo sviluppo e dai continui collaudi di armi nucleari. Per loro il fenomeno da noi subìto è stata una pacifica ‘dimostrazione di forza’… Hanno detto che il blackout era soltanto una piccola dimostrazione del potere di cui dispongono per impedirci di annientare la nostra civiltà e i pianeti circostanti. Hanno inoltre sottolineato che se andremo troppo in là con i nostri atteggiamenti bellicosi essi interverranno. Hanno affermato di essere in grado di bloccare il funzionamento di ogni apparato elettrico e che potrebbero fermare le nostre ordinarie attività in qualsiasi momento desiderassero farlo!”


UFO e interruzioni di energia

    Alla fine vi fu un’indagine governativa che si occupò di questi eventi. Nel 1968 la United States Congress Committee on Science and Astronautics tenne delle udienze ed interpellò il Dr. James McDonald, della University of Arizona, in merito al collegamento fra UFO ed interruzioni di energia.
    Il professore citò numerosi casi in cui ad avvistamenti UFO erano seguiti disturbi di tipo elettrico, da interferenze radio e motori di automobili che si spegnevano sino ad effettivi blackout di energia. Nell’esame del blackout del 1965, l’eminente astrofisico riferì ai membri del Congresso:
“Spesso gli UFO vengono avvistati mentre si librano al di sopra delle centrali elettriche. In concomitanza con tali avvistamenti UFO si verificano interruzioni di energia, in quantità relativamente ridotta ma comunque troppo consistente perché si tratti di casi fortuiti… Anche in occasione del blackout più celebre, quello di New York [9 novembre 1965], vi furono avvistamenti UFO.”
A trentotto anni di distanza, la causa del blackout resta ancora un mistero.  

Fonte

Meet the Artist Painting the Aliens That Abducted Him

These are the facts, as 74-year-old David Huggins sees them: He encountered his first aliens at age eight. He lost his virginity to a female extraterrestrial at age 17. He’s fathered a clan of hybrid alien-human babies. And these otherworldly beings have given him permission to paint it all.

Filmmaker Brad Abrahams first heard Huggins’s story while listening to a radio interview on the paranormal during a cross-country bus trip. A psychologist was discussing a wide variety of abduction experiences, but this one was “orders of magnitude weirder” than the rest, he recalls. “They were discussing reputable cases, and they used his as an example of something that was too crazy to even consider.”

 Courtesy of Love and Saucers.

That was the seed of Love & Saucers, Abrahams’s recent documentary that explores Huggins’s otherwordly experiences and the art he’s created in response. The film offers a tender portrait of a man with a story too outlandish even for those who are used to the implausible. Abrahams gives us a front-row seat to observe Huggins in his New Jersey home, surrounded by an extensive collection of sci-fi and horror movies on VHS, working diligently on a handwritten movie script or his latest painting.
These artworks—he’s made about 150 in total—take up a considerable amount of screen time, as Huggins introduces the various aliens he’s encountered through the years (from the praying mantis-esque “insect being” to the big-eyed Greys to the little “hairy guy” with glowing eyes). The paintings are almost like film stills, Abrahams notes. “After watching so many movies, [Huggins] thinks of them cinematically,” the filmmaker says. “Maybe not even consciously, but each of the paintings is like a little scene from a movie that you can imagine playing out.”

David Huggins, In My Bedroom. Courtesy of Love and Saucers.
Huggins was a trained artist years before he began illustrating his extraterrestrial experiences. He grew up in Georgia, where a troubled home life spurred him to set out for New York City in his late teens. There, he studied at the Art Students League of New York and took classes in painting and drawing. His favorite artists are the Impressionists, including Pierre-Auguste Renoir and Claude Monet; his early paintings were mostly landscapes and portraits. Then, in 1987, Huggins says the aliens suggested he make a visual record of his experiences—and he’s been painting them ever since.
Huggins is often described as an “outsider artist,” or someone who creates work beyond of the confines of the traditional art world. There’s a rich tradition of these sorts of creators documenting their alien encounters. Ionel Talpazan, for example, was a Romanian artist who sold his work on the streets of Manhattan in the 1980s. His detailed cross-sections of UFOs and depictions of life in outer space caught the eye of a dealer and, beginning in the 1990s, he showed in galleries and museums. Howard Finster, a Baptist preacher, made art obsessively and was fascinated by flying saucer lore.


 David Huggins, Coming Through. Courtesy of Love and Saucers.

Outsider art is often made with little intention to show or to sell. Instead, it’s a personal passion, almost a compulsion to create. Before the documentary, Abrahams says Huggins had shown his art publicly only once or twice, including at a local beauty salon. (A pop-up solo show was organized as part of the documentary’s filming.)
This December, the art space Philadelphia Mausoleum of Contemporary Art (PhilaMOCA for short) hosted another solo show in conjunction with a screening of Love & Saucers. PhilaMOCA’s director and curator, Eric Bresler, described Huggins as “much more interested in creating than exhibiting.”
Bresler brought him to Philadelphia in advance of the show to handle logistics. “It was an arbitrary process in which titles were given based on the content of the painting”—Bresler mentions examples like Eight Little Guys Floating Down or Handing Me the Packaged Alien—“and pricing was determined by the size of the canvas and the degree to which he wanted to part with it.” Bresler offered to buy a horizontal close-up of Crescent’s eyes, but Huggins declined to sell it. (The director instead ended up with a painting of Crescent reclining in the woods.)

David Huggins, Implant. Courtesy of Love and Saucers.

“That night he sold more art than he ever has at one time,” Bresler says. “Despite having a pocketful of cash, he told me that he was much more pleased about being able to talk to the attendees about his experiences.”
Huggins is clear that he doesn’t care if people believe his story, but he’s compellingly earnest when describing his experiences. Abrahams recalls, during the question and answer session at PhilaMOCA following a screening of Love & Saucers, that “the audience was rapt by his presence, like in awe. [Huggins was] like a guru, everyone staring with their jaws open, listening to every word he was saying.”

 For his part, Bresler said the experience struck him—though he’s not yet an actual UFO convert. “I don’t believe that humanoid-like beings from outer space have ever visited Earth,” he admits, “though the combination of David’s sincerity and the visceral impact of his paintings certainly planted a least a seed of possibility in my mind.”


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Manhattan reported more UFO sightings than any other borough

Houston Street, we have a problem.
Manhattan has gone from Studio 54 to Area 51, leading the five boroughs in sightings of unidentified flying objects over the last two years, data from the National UFO Reporting Center reveals.
Otherworldly tourists have included travelers in a “round orange orb,” a crew in a “cigar-shaped” craft and even “an unknown creature” that rudely “teleported” into one New Yorker’s back yard, according to reports made to the Washington-based group.
One Manhattan true believer claimed a close encounter — just by looking outside the gym window.

http://activite-paranormale.net/extended/photo/news/557dda5269bad-manhattan-ny-cigar-ufo.png Manhattan reported more UFO sightings than any other boroughManhattan reported more UFO sightings than any other borough
“It was rotating like a drill as it was also moving off axis and in a line towards the east,” the person explained. “As it rotated, you would be able to see four lights that would only be on one side and seen after it fully rotated. It has to be hundreds of feet long. Then after it appeared, four other smaller craft appeared that were to me saucer or spherical that blipped in and out.”
In all, there have been 27 spacey sightings in Manhattan since 2016, with Brooklynites close behind, reporting 24 strange objects — from a “very bright, round-shaped light in the sky” to a “fireball” of lights.
Queens denizens described 20 unexplained episodes, with a particularly impressive arrival last June.
“Group of about 7 UFOs, with a leader to the side, and a cluster to its north,” one witness reported.
Just eight mysterious incidents originated out of the Bronx, while Staten Island residents got interstellar a paltry six times.
“Surprised a UFO that was hovering silently above me, then it shot away,” one Staten Islander shrugged last January.
The reports include time and general place of occurrence, but can be painfully short of detail. Last May 3, someone in Brooklyn simply reported, “UFO.”
The center’s director is confident that the truth is out there.
“Do I believe in UFOs? I absolutely believe . . . I believe what the data says,” Peter Davenport insisted. “Read the cases and you come to the realization that these objects we’ve been calling UFOs for 70 years are being seen across the country and around the world on a daily basis.”
The most common claim the center receives is “lights in the sky that they can’t identify.” Davenport noted that, since May 2012, “we started seeing a type of report of clusters of red, orange, amber, yellow or gold lights.”
“Good photos, reliable photos” of UFOs are “scarce” because people have just seconds to capture “objects capable of moving at tremendous speeds,” he explained.
The group says it has catalogued more than 128,000 mysterious sightings worldwide since 1974, with most in the United States — 13,033 — originating in California. New York has collected just 4,500 in that time.
“There’s this sense that this is New York . . . there can’t be a UFO,” Davenport said. “Or they just don’t want to get involved.”

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Avvistato un Ufo a Pieve d’Alpago

La segnalazione è stata raccolta dall’Aeronautica militare e risale all’8 febbraio 2016 


ALPAGO. Una luce che taglia il cielo, disegnando una traiettoria a zig zag. Era l’8 febbraio del 2016 e un uomo residente a Pieve d’Alpago ha notato, in pieno pomeriggio, una strana luce nel cielo, a circa due km di altezza dal suolo. Solo questo. Una luce. Si tratta della seconda segnalazione che arriva dalla Conca dell’Alpago e che viene raccolta dall’Aeronautica militare, l’organismo istituzionalmente incaricato di valutare tutti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

http://www.alpagoecomarathon.it/images/21k/plan.jpg

Nel 2016 l’Aeronautica ne ha registrati quattro: tre in Veneto e uno in Emilia Romagna. Attenzione però, perché non spetta ai militari esprimersi sull’attendibilità dell’avvistamento: la loro indagine tecnica ha lo scopo di garantire la sicurezza del volo nei cieli nazionali. Se l’oggetto di cui viene segnalata la presenza non è un pallone sonda, un aeroplano tracciato dai radar o un altro genere di fenomeno noto, viene classificato come Ufo. «Significa solo che non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale di quel fatto», fanno sapere dall’Aeronautica. Insomma, vedere una luce che procede a zig zag, com’è successo a Pieve d’Alpago l’8 febbraio 2016, o «numerosi oggetti di forma circolare a trecento metri dal suolo», com’è accaduto a Spinea (Venezia) il 23 settembre e il 4 dicembre sempre del 2016, non sono la prova che E.T. abbia fatto un tour nel nostro Paese.

Ma un alone di mistero rimane, anche considerando l’altro avvistamento, risalente al 2012. Era il 7 aprile, vigilia di Pasqua. Zio e nipote erano andati a cena da amici a Caneva, in provincia di Pordenone. Al ritorno, lungo la strada provinciale 61 che da Caneva sale verso il Cansiglio, appena superata una curva a gomito i due si erano trovati davanti un ostacolo. Il nipote, che era al volante, ha pensato si trattasse di un cinghiale, o magari un cervo, ma quell’essere camminava su due gambe, non su quattro. Ed erano nodose, come i rami di un albero. L’essere era alto, almeno tre metri, con le braccia lunghe e una testa non proprio rotonda. E due incredibili occhi azzurri. Il ragazzo alla guida ha dato un colpo di clacson e l’individuo è scappato. Quattro anni dopo, a Pieve d’Alpago, un cittadino vede in pieno pomeriggio una luce procedere a zig zag nel cielo. Coincidenze? Impossibile dare una risposta.


Quello di Pieve d’Alpago è il terzo avvistamento di Ufo segnalati all’Aeronautica. Il primo era capitato a Feltre, l’11 settembre 2010, quando venne avvistato un oggetto quadrato con figura centrale stellata muoversi in direzione orizzontale, ovest-est.

Fonte 

Ufo: tanti gli avvistamenti nel nisseno, ma tutta l’isola si presta. Convegno del Cus all’Hotel Ventura

Tanti gli avvistamenti nel nisseno e  nel siracusano, ma anche in altre province siciliane, come Palermo, Catania, Trapani. 

 L’isola del Mediterraneo spesso si è confermata una delle zone del pianeta maggiormente ‘vivaci’ in tema di Ufo sightings. Diverse sono state le segnalazioni e le foto scattate da testimoni oculari.
Di questo e della storia dell’ufologia si parlerà nel convegno “Ufo Revelations” organizzato dal Cus (centro ufologico siciliano) presieduto da Salvatore Giusa, giorno 20 gennaio prossimo alle ore 17:00 presso l’Hotel Ventura di Caltanissetta.Il Centro Ufologico Siciliano indaga sulla vasta casistica di fenomeni che hanno a che vedere con la presenza di Ufo ed extraterrestri sul territorio della nostra isola. Il Cus è nato  nel 2008 e raccoglie circa 1200 iscritti con coordinatori in tutte le province siciliane.

http://www.rodolfoamodeo.it/imagesUploads/110711023508-01-centro-ufologico-siciliano-cus-riposto-salvatore-giusa-nuccio-lisi-oliviero-mannucci.jpg
In questa vecchia foto di qualche anno fa vedete partecipare il sottoscritto al Convegno del CUS, a Giarre Riposto, sono alla sinistra di Salvatore Giusa che è quello che sta parlando al microfono.


“Non tutti gli avvistamenti segnalati sono Ufo. Tali oggetti hanno delle caratteristiche ben precise. Un avvistamento fatto durante il giorno si presta maggiormente alla verifica di alcuni elementi come la forma dell’oggetto, se sferica o piatta, la distanza, il diametro, il colore dello scafo. Un avvistamento notturno rende più difficile tale constatazione”. Ha detto, il presidente del Cus Salvatore Giusa, appassionato di Ufo fin dal 1978.
Tanti gli avvistamenti nella provincia nissena, come a Caltanissetta e Sommatino lo scorso anno. Ma anche negli anni passati. Gela pure è stata avvicinata dagli Ufo, ma parecchi anni fa. Ha detto Giusa.
Salvatore Giusa ha avuto l’esperienza piu forte di avvistamento nel 2012,  quando a Taormina si è  imbattuto nella visione di un oggetto voltante. Era piatto e sospeso per circa un’ora.
Uno degli avvistamenti recenti è quello di Riposto, da parte di un militare delle Forze armate, era settembre del 2016, verso le 5 di mattina.  L’oggetto aveva proprio le caratteristiche degli ufo. Il loro movimento, a foglia morta, è inconfondibile.
Preziosa nel convegno di Caltanissetta sarà la testimonianza di Gianluca Infuso. Altri relatori, oltre al presidente Salvatore Giusa, saranno Giusi Ferrara e lo scrittore Roberto La Paglia. 


Commento di Oliviero Mannucci: Un saluto Salvatore, spero che ci si riveda prima o poi. Se sali in Toscana fammelo sapere.

Ufo, quattro casi segnalati dallʼAeronautica militare nel 2016

Tre segnalazioni arrivano dal Veneto, una dallʼEmilia Romagna. Lʼindagine tecnica ha lo scopo di garantire la sicurezza del volo

L'Aeronautica militare ha segnalato quattro avvistamenti di Ufo nel 2016, tre in Veneto e uno in Emilia Romagna. L'indagine tecnica fatta in merito ha lo scopo di garantire la sicurezza del volo e quella nazionale: nei casi in cui un oggetto misterioso intercettato non sia un pallone sonda, un aereo tracciato dai radar o un fenomeno noto, è classificato come Ufo. "Significa che non c'è una giustificazione tecnica o naturale", precisano all'Aeronautica.L'Aeronautica militare, organismo istituzionalmente incaricato di raccogliere le segnalazioni di Ovni (Oggetti volanti non identificati), non ha ancora reso noto i casi del 2017.

http://www.aeronautica.difesa.it/organizzazione/loStatoMaggiore/organigramma/RGS/Oggetti%20Volanti%20Non%20Identificati/PublishingImages/OVNI%20-%20V2016%20FINALE%20GRAFICO.jpg

Nonostante i quattro avvistamenti, per l'Aeronautica non si può dire che gli alieni siano tra noi: "significa solo che non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale di quel fatto", spiegano precisando che non è compito loro esprimersi sull'attendibilità dell'avvistamento.

Gli ultimi dati messi a disposizione riguardano appunto il 2016, con quattro segnalazioni: l'8 febbraio a Pieve d'Alpago (Belluno), dove un cittadino ha visto, in pieno pomeriggio, una luce che procedeva a zig-zag a circa 2.000 metri dal suolo; il 15 agosto in località Porto Verde di Misano Adriatico (Rimini), alle 14.34, quando un'altra persona ha avvistato ad alta quota due gruppi di oggetti "di forma sferoidale", un gruppo bianco e un altro bianco e rosso-arancio; infine, il 23 settembre e il 4 dicembre, a Spinea (Venezia): due avvistamenti di "numerosi oggetti di forma circolare", a 300 metri dal suolo, nel primo caso, e di due oggetti, uno di forma imprecisata e l'altro circolare, a quota non definita, nel secondo caso.

Sempre stando ai dati dell'Aeronautica, nel 2015 le segnalazioni sono state solo due e otto nel 2014. Dal 1972 a tutto il 2016 sono stati 459 gli avvistamenti "ufficiali" di Ufo in Italia.

Fonte

Pigna, strano oggetto fotografato in cielo sopra il Toraggio: un ufo?


https://www.riviera24.it/photogallery_new/images/2018/01/avvistamento-ufo-pigna-408180.660x368.jpg

Pigna. “Ero in vacanza nel ponente ligure (mia zona di nascita e crescita), venerdì 12 gennaio appena passato mi sono recato assieme al mio pastore tedesco presso il passo di Gouta, 1213 metri, che si trova nella prossimità di Pigna, piena zona Alpi Marittime al confine tra Italia e Francia”. A raccontarlo è un uomo appartenente alle forze dell’ordine: “Alle ore 12,30/45 circa, ero quasi arrivato in cima al passo e mi sono fermato per fotografare da una curva col mio cellulare il Monte Toraggio che si stagliava imponente con il suo carico di neve e i suoi ben 1.973 metri. Era impossibile non fotografarlo. Scatto una foto dall’interno della mia autovettura e preciso che il parabrezza era uno specchio con il Toraggio, la neve, le rocce e le conifere bene in vista”.

Subito il fotografo non si accorge di nulla, ma quando riguarda le foto nota un particolare che gli era sfuggito: “La sera quando vado a rivedere le foto scattate noto su quella fatta al Toraggio una cosa particolare: poco più in alto della cima a sinistra è presente uno strano oggetto! Ho riguardato varie volte la foto: non mi sembra né una nuvoletta strana né un riflesso intanto… l’oggetto sembra avere delle forme geometriche e dei fori…preciso che in quella zona a gennaio con temperatura anche a mezzogiorno sui 2/3 gradi a 1000 metri e con neve abbondante non credo ci fosse qualcuno che andasse in giro tra rocce e ghiacci a pilotare un drone per diletto”.

“Ora sarei veramente curioso di avere una delucidazione e sapere cosa ho fermato con lo scatto”, chiede il testimone.

La foto è stata scattata, come precisato, dall’interno della vettura, ma bisogna tener conto che l’auto si trovava completamente all’ombra e dunque protetta dai raggi solari o da fonti luminose dirette. Un riflesso interno sarebbe, secondo il fotografo, stato più completo o meglio essendoci poca interferenza esterna di altre fonti luminose viene favorita quella interna che avrebbe quanto meno mostrato parte del telefono, parti di braccio o della persona che fotografava, nello scatto non risultano ulteriori dettagli oltre all’elemento in causa. Esternamente non ci sono fonti luminose dirette verso il vetro o la zona occupata dalla vettura. Anche lo scatto risulta essere eseguito non direttamente sulla fonte luminosa. L’oggetto inoltre non sembra compatibile con forme di volatili, palloni, Giove, Marte, Luna, piccioni , e aerei di linea: il fatto che il testimone non si sia accorto della sua presenza ( probabilmente di passaggio e fulminea ) potrebbe essere dovuto anche dall’attenzione posta verso il monte innevato , non è anomalo che non ci si accorga della presenza di qualcosa in un ambiente se si è concentrati a guardare e a focalizzare un punto preciso, molti i test condotti in tal senso e che mostrano appunto la disattenzione dell’osservare l’intera zona osservata. Una particolare macchia? risulterebbe più scura e molto sfumata essendo più vicina all’obbiettivo e avendo il monte messo in perfetto fuoco.
Dunque consultando l’ufologo del team per un controllo incrociato l’ufologo e presidente di A.R.I.A. Angelo Maggioni è arrivato a due possibili conclusioni: potremmo trovarci davanti ad un particolare ” difetto ” del telefono che ha interferito sulla foto (ad esempio nelle reflex succede più spesso di quanto possiamo immaginare oppure ci troviamo davvero davanti ad un oggetto volante non identificato con una forma geometrica non convenzionale e fornita di due presunti punti per una propulsione? L’oggetto non sferico sembra essere di color chiaro quasi trasparente quanto il vetro ma lucido, anche la luminosità che lo avvolge risulta compatibile con la direzione della luminosità in foto, il caso è interessante e complesso e dunque al momento non vengono escluse le due ipotesi avanzate mentre vengono escluse tutte le altre il che lo colloca come oggetto volante non identificato.

Fonte



sabato 13 gennaio 2018

IL CASO DEI STRANI UMANOIDI ALTI ED ESILI SUL VULCANO POPOCATEPETL



Misteriosi umanoidi alti attorno ai due metri sono stati incontrati da un gruppo di alpinisti durante una escursione sulle pendici del vulcano messicano Popocatepetl, già noto agli 'addetti ai lavori' per il suo alto tasso di coinvolgimento con UFO e sfere di luce.
La clamorosa vicenda è stata diffusa tramite il canale ufologico di Jaime Maussan TercermilenioTV da Yohanan Diaz famoso ufologo messicano che ha raccolto la testimonianza di prima mano e che vediamo nel video in fondo articolo.

Protagonisti sono stati l'alpinista Guillermo Vidales esperto del suddetto vulcano e il suo gruppo di soccorso alpino locale i quali, i primi giorni di questo mese di dicembre, mentre erano occupati in una escursione in prossimità del cratere si sono imbattuti in degli strani esseri umani dall’aspetto esile e molto alti privi del classico abbigliamento e attrezzatura specializzata d'obbligo sui 4000 metri di altitudine. Questi esseri stranamente si aggiravano in salita tra le rocce laviche con tanta agilità e velocità. Cosa impossibile per un comune essere umano.
Vidales spiega nell'intervista che la zona è interdetta al pubblico (e questo è noto a tutti, da anni) poichè il vulcano è attivo e incombe in qualunque momento il pericolo di una eruzione lavica e quindi l'accesso al cratere è permesso, quando opportuno, solamente ai ricercatori e geologi accompagnati dagli esperti del soccorso alpino. Questi "intrusi"- che evidentemente non potevano essere nè alpini e nè studiosi - camminavano molto velocemente nel risalire le pendici del cratere in direzione del picco del "Labio Superior" e tutto ciò è apparso molto strano agli occhi del gruppo alpino.
UNO DEI TANTI OGGETTI LUMINOSI DI ORIGINE IGNOTA RIPRESI DALLE WEBCAM 
Vidales riferisce inoltre che hanno visto delle impronte di piedi molto grandi nel punto dove sono passati questi esseri, e, nella parte posteriore, nel tallone, c'era un foro, presubilmente impresso da una specie di appiglio appartenente ai calzari di questi esseri che sembravano fare molti metri con pochi passi, senza fermarsi e senza alcuna fatica. Non portavano il classico abbigliamento richiesto in alta montagna. Tutto questo ha scioccato il gruppo.
"La squadra di soccorso alpino ci mette 3 o 4 ore a risalire questa zona. Gli esili esseri ci hanno messo solo 5-10 minuti. E' stato scioccante. Andavano a una velocità che non era normale per chiunque, a causa del terreno, del vento e delle condizioni meteorologiche" - racconta Vidales.

"Non erano abbastanza vicini a noi per potergli parlare e salivano molto più velocemente di qualsiasi persona normale", continua, "lo specialista del team ha detto che questi esseri avevano uno strano artiglio nella parte posteriore della gamba ed è per questo che camminavano veloci nel ghiaccio, questo pensiamo. Hanno lasciato impronte che non erano umane, non erano simili all'equipaggio che noi usiamo in montagna. Avevano una sorta di artiglio ai calzari qualcosa di simile a un lungo ago. Abbiamo supposto che questo era il perchè risalivano con tanta agilità la pendice del vulcano". 





UFO Sighting Filmed In Mexico 2018





Bizarre luminous Giant Sphere filmed in Russia


Pubblicato il 12 gen 2018
 
 
Russian man claimed to have filmed (until exhausting the battery) a strange luminous giant sphere while travelling with his car through the forests of Siberia. Read here;https://helenastales.weebly.com/blogu... Follow us on facebook: https://www.facebook.com/ufo.maniaII/

UFO At International Space Station On Jan 2018